La strage di Stato. Controinchiesta
Eduardo M. Di Giovanni
Odradek, 2006
€ 12,00
Per comprendere quella che è stata definita come la “strategia della tensione” occorre partire dall’analisi di ciò che è stato e di ciò che ha comportato sul piano socio-politico il fenomeno del cosiddetto “biennio rosso” ’68-’69. Se da un lato sono innegabili le conquiste sociali del Sessantotto, è altrettanto innegabile che esso ha comportato una fortissima risposta da parte dello Stato, o almeno da parte di settori deviati dello Stato, che hanno tentato di riportare in Italia lo status quo pre-Sessantotto e cancellare le conquiste ottenute negli anni delle lotte studentesche. La “strategia della tensione”, che ha sua volta si manifesta attraverso la “strategia delle stragi”, rientra pienamente in questo ambito: non è quindi del tutto improprio sostenere la tesi secondo cui la “strategia della tensione” sia stata la risposta dello Stato al Sessantotto.
Il 12 dicembre 1969, con la strage di Piazza Fontana a Milano, la “strategia della tensione” tocca il suo culmine per numero di vittime e rilevanza politica; la strage di Piazza Fontana è sostanzialmente un insieme di misteri e di menzogne. Fin dall’inizio la responsabilità della strage fu addossata agli anarchici e i colpevoli furono cercati nell’ambito della sinistra extra-parlamentare dell’epoca, ma in realtà appare ancora oggi evidente che i veri responsabili e soprattutto i veri mandanti andavano cercati nel mondo del neofascismo e dell’estrema destra italiana. Il “mistero” che sta dietro alla strage di Piazza Fontana porta con sé altri misteri italiani ancora irrisolti: la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli; l’attività del neofascismo italiano degli anni ’60 e ’70, il ruolo dei servizi segreti e di alcuni settori deviati dello Stato; addirittura, il ruolo dei servizi segreti greci nel periodo del regime dei colonnelli, perché sembra esistere un rapporto confidenziale tra essi e il neofascismo italiano, che a sua volta coinvolge le alte sfere dell’esercito italiano e i servizi segreti statunitensi.
Strage di Stato cerca di rispondere a queste e altre domande e, anche se il libro evidenzia una delle possibili verità, probabilmente non si riuscirà mai a conoscere la realtà dei fatti; tuttavia, appare evidente che gli esecutori materiali e i mandanti della strage di Piazza Fontana e di altre “stragi di Stato” (Piazza della Loggia a Brescia e la Strage di Bologna in primis) vadano ricercati nei settori deviati dello Stato e negli ambiti del neofascismo e dell’estrema destra capeggiata da personaggi del calibro di Stefano delle Chiaie e Mario Merlino, piuttosto che tra le fila dell’anarchismo e della sinistra extra-parlamentare.
Edgardo Pellegrini (1936-1998), giornalista, ha collaborato con Radio Popolare, Paese Sera e altre testate nazionali. E’ autore dl libro insieme a Eduardo M. Di Giovanni e Marco Ligini (anch’egli morto nel 1998).

