Cento passi contro la mafia

La storia di un’indomabile rivolta, di un conflitto tra figlio e padre, tra persona e società, tra obbedienza passiva e ribellione vitale: quella di Peppino Impastato, simbolo della lotta contro la mafia, ricostruita in centoventi pagine in bianco e nero, grazie alle testimonianze inedite degli amici e del fratello Giovanni. Una biografia originale ed educativa, diretta ad un pubblico anche giovanile, in un momento sempre attuale, purtroppo, quello della lotta alla mafia. La personale rivolta di Peppino si sviluppa negli anni Settanta nel paese siciliano di Cinisi, una piccola comunità dominata dalla mafia, molto vicino all’aeroporto che sarà poi dedicato a Falcone e Borsellino. A “Mafiopoli”, la criminalità organizzata è legata alla famiglia Impastato da rapporti di parentela, e, proprio per questo motivo, la personale battaglia del giornalista trentenne sarà vista con particolare paura e preoccupazione dal padre Luigi, che morirà in un “incidente d’auto”, in realtà, omicidio. La denuncia di Giuseppe Impastato avviene quotidianamente, attraverso uno dei mezzi espressivi più democratici nell’Italia degli anni 70: la radio. Sarà con il programma di Radio Aut “Onda pazza” e con il sarcasmo più odiato dai padrini e da Badalamenti, lo “sfottò”, che Peppino raggiungerà numerose case della Sicilia. La storia è ambientata proprio nei luoghi più cari a Peppino, nella sede radiofonica, nel circolo Musica e cultura, dove avvengono gli incontri complici con il fratello Giovanni, altrimenti ostacolati dal padre, e a casa Impastato, a 100 passi dalla dimora di “Tano Seduto”, il padrino locale. Nel fumetto vengono mostrati i piccoli e grandi eventi nella vita di Peppino, scanditi da un ritmo frammentato, mnemonico, che segue i ricordi degli amici e della madre Felicia: la quotidiana denuncia radiofonica, la lotta contro l’espropriazione delle terre ai contadini per la costruzione dell’aeroporto di Punta Raisi, le cariche della polizia nelle manifestazioni,  fino ad arrivare al momento traumatico della morte di Peppino, avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 Maggio 1978.  Il momento dell’omicidio e del ritrovamento del corpo del giornalista rappresentano nella storia un momento cruciale, per la scelta significativa del giorno, lo stesso in cui sarà ritrovato anche il cadavere di Aldo Moro, espediente ideato per far passare la vicenda di un piccolo cittadino siciliano il più inosservata possibile e per nascondere un terribile omicidio come un fallito attentato terroristico, nel tentativo di affiancare il nome di Giuseppe Impastato  all’azione delle Brigate Rosse.  Il libro si apre e si chiude con la scena della condanna all’ergastolo di Gaetano Badalamenti, avvenuta nel 2002, ben 34 anni dopo la morte di Peppino, momento fondamentale e mancante nel film I Cento Passi (girato nel 2000) e con una citazione, che rispecchia al meglio la personalità di Impastato…”Si può essere spontanei e allegri, e allo stesso tempo essere profondi” (E. Che Guevara).
Per approfondimenti:www.centroimpastato.it

Marco Rizzo: Nato a Trapani, vive e lavora a Torino. Giornalista per diverse testate siciliane, sceneggiatore e traduttore di fumetti e fondatore del sito Comicus.it, ha collaborato con Edizione BD, DTE, Tunuè, Free Books, 001 Edizioni, e oggi con Becco giallo. Vincitore del Premio Attilio Micheluzzi al Napoli Comicon 2008, per la categoria “Miglior fumetto”, del Premio Siani, del Premio della Satira di Forte dei Marmi e del Premio Boscarato (miglior sceneggiatura).
Lelio Bonaccorso: Nato a Messina nel 1982, vive a Palermo, dove lavora come grafico e insegnante alla Scuola del Fumetto. Ha disegnato per Alien Press, Cronache di Topolinia, Tunuè, Becco giallo

Peppino Impastato, un giullare contro la mafia
Marco Rizzo, LelioBonaccorso
BeccoGiallo, 2009
€ 14,00.

 

 

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