In una città come Tokyo in cui il tempo sembra scorrere veloce tra il cemento, la metropolitana e le molteplici persone indifferenti, un piccolo e esile ragazzo si aggira vagabondando, per scelta, tra le strade. Jun scopre la dura legge della sopravvivenza in una città che riposa solo nelle ore notturne; dove il mendicare ti porta ad avere gli stessi diritti dei topi e dei corvi.
Il ragazzo racconta di essere allergico al mondo intero, compreso sé stesso e cerca, quindi, di recidere il passato e il legame affettivo con la madre analfabeta, ignorando le sue lettere non scritte ma simboliche. Il malessere di Jun si manifestava nelle sue molteplici menzogne e silenzi. Poi qualcuno si interessa a lui, ripetendo quotidianamente, di vedere in lui un “grosso”: un anziano lottatore di sumo, che conduce il ragazzo in un viaggio verso la conquista del proprio essere e l’esplorazione del dubbioso animo dell’io, all’interno di un percorso spirituale tramite il mistico mondo dei lottatori di sumo.
Il primo traguardo fu quello di analizzare le cose con gli occhi degli altri acquistando un’apertura al prossimo che permetta di non avere pregiudizi. Attraverso l’insegnamento al combattimento e tecniche di meditazione, Jun domina la lotta con l’avversario anche con la forza del pensiero.
Riesce ad affrontare il passato mediante il racconto e la memoria: esplorare ed accettare il vissuto e non nasconderlo rende migliore il presente (“quel che si rimuove pesa sempre di più di quel che si esplora”).
Un racconto da leggere tutto d’un fiato per ritrovare, come accaduto al protagonista, il bene nelle nostre paure causate da eventi inaspettati.
Il finale ci fa comprendere il segreto degli eventi: se cambia il modo in cui lì vedi, quasi per magia cambia il loro significato. In questo romanzo Schmitt ripropone nuovamente un piccolo viaggio verso l’introspezione. In un’era in cui l’analisi di se stessi risulta deviata da una vita insoddisfacente, il lottatore di sumo che non diventava grosso sembra dare le giuste direttive per trovare sempre in tante piccole cose il piacere del benessere interiore. Con semplici parole, l’autore riesce a mettere a nudo i pensieri drammatici dell’uomo e la facilità con cui si può drasticamente cadere per poi alzarsi e rifiorire.
Il lottatore di sumo che non diventava grosso
Eric-Emmanuel Schmitt
E/O, 2009
€ 10,00
Eric-Emmanuel Schmitt, nato nel 1960, è un famoso autore e drammaturgo francese. Le sue opere sono tradotte e messe in scena in oltre 30 paesi in tutto il mondo. Nel 1985 ha conseguito un dottorato in filosofia all’École Normale Supérieure di Parigi.

