Questa è la storia di due papi, quello di Avignone e quello di Roma. Qual è quello falso? Qual è quello vero?
Pensare oggi ad una Chiesa cattolica diversa da quella di Roma ci appare impossibile ma in realtà la storia insegna che ci fu un tempo in cui la Chiesa non era solo quella Vaticana e che per alcuni decenni esisteva una seconda Chiesa: quella di Avignone. In quel tempo due Chiese coesistevano, non tanto pacificamente: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana e la Chiesa Cattolica Apostolica Avignonese. Dal 1309 al 1377, in quasi settant’anni di storia (che vengono ricordati come quelli della cosiddetta “cattività avignonese”) è proprio il caso di dire che Roma era Avignone. A noi, credenti e non credenti di oggi, la storia dei papi di Avignone ci appare lontana, quasi irreale, ma non possiamo ignorare questo dato storico; così c’è chi, come Jean Raspail, ci racconta quella storia ormai lontana, anzi lontanissima e ce ne illustra i retroscena, fornendoci una sua sorprendente quanto incredibile versione, soprattutto per ciò che ne riguarda lʼepilogo. LʼAnello del pescatore è sostanzialmente un romanzo storico, ma allo stesso tempo un giallo e un romanzo dʼavventura, una specie di Dan Brown alla francese (non si allarmino coloro che non amano il romanziere statunitense; LʼAnello del Pescatore è qualcosa di diverso, probabilmente migliore). Lʼautore ci racconta la storia dei papi di Avignone dal 1378, quando la sede papale era stata ufficialmente riportata a Roma già da un anno su iniziativa di papa Gregorio XI. Il ritorno del papato in Italia non riportò però la pace nella cristianità ma anzi generò quello che sarà per sempre ricordato come il Grande Scisma dʼOccidente: due papi per due Chiese. Jean Raspail parte da questo punto e realizza una sua storia davanti alla quale molti storceranno il naso ma che ha comunque il merito di risultare molto avvincente e affascinante. Il romanzo si struttura su due livelli di tempo che si alternano nei capitoli: da un lato lʼautore ci narra la vicenda storica reale, riportandoci alla fine del XIV secolo, mentre dallʼaltro riporta la vicenda al 1994 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Protagonista della vicenda più “moderna” (mi si passi il termine) è un anziano viandante che, da solo, vaga zaino in spalla per le campagne e i boschi della Provenza apparentemente senza meta. Nessuno lo conosce ma chiunque lo incontra rimane folgorato dalla sua personalità e dalla sua figura di uomo anziano curvo e malandato, che sembra però essere quella di un grande uomo di fede. Nessuno conosce il suo nome ma a chiunque glielo chieda risponde semplicemente «Io sono Benedetto». Nessuno ne comprende il senso tranne un uomo, monsignor Cassini, funzionario vaticano che dirige un ufficio che in realtà non dovrebbe neanche esistere, ma che è stato incaricato dal Santo Padre in persona di un compito importantissimo: riportare a casa, a Roma, Benedetto, l’uomo che nessuno conosce ma che a Roma vuole tornare. La storia dei papi, o meglio degli antipapi, avignonesi termina ufficialmente con la morte dellʼultimo di loro, Benedetto XIII, Pedro de Luna, ma nonostante ciò la leggenda (perché sostanzialmente di questo si tratta) narra che i suoi successori, in clandestinità, si siano avvicendati per molti secoli dopo di lui e tutti col nome Benedetto. A Roma lo sanno e Mons. Cassini, incaricato dal papa di riportare in Italia l’ultimo di loro (il famoso viandante che si fa chiamare per lʼappunto Benedetto), a tale scopo invia un suo fidato “agente” sulle sue tracce. Jean Raspail ci narra di come questo incarico venga portato a termine e di quale sia la sorte dellʼultimo Benedetto, se riuscirà a riposare nelle Grotte Vaticane insieme agli altri papi “legittimi” o se dovrà rinunciare al suo sogno. Ufficialmente la storia non fa menzione di tutto questo, però chissà che non ci sia unʼaltra storia che non conosciamo, e forse non conosceremo mai, diversa da quella che ci è stata insegnata.
…Non devo più interrogarmi sul senso di tutto questo. Ho vissuto a lungo e ho visto il mondo cambiare. Ci sono alcune cose che so. Dirò in quale maniera. È per questo che devo andare a Roma. Prima di cinquant’anni, più presto forse, due forze si fronteggeranno e il papa si ricorderà del destino di papa Luna e dei suoi trentadue successori che non lasciarono alcuna traccia su questa terra… (Benedetto)
L’ anello del pescatore
Jean Raspail
traduzione di Francesco Maria Fonte Basso
Casadeilibri, 2009
€ 16,00
Jean Raspail Nato nel 1925 a Chemillé-sur-Dême; viaggiatore ed esploratore, nei primi vent’anni di carriera viaggia per il mondo alla scoperta delle popolazioni più minacciate dal confronto con la modernità. Comincia a scrivere relativamente tardi e nel 1973 pubblica Il Campo dei santi, che scatena polemiche; vince il Grand Prix du Roman dell’Academie française con il romanzo Moi, Antoinede Tounens, roi de Patagonie. Oggi vive nei pressi di Parigi, a Neuilly-sur-Seine.

