La doppia vita di Leda

 

Il rapporto genitori-figli: il più antico e naturale del mondo, ma anche il più complicato e controverso. Questo romanzo ne è la prova, La figlia oscura indaga infatti il rapporto tra una madre e le sue figlie, un rapporto speciale ma contraddittorio e morboso allo stesso tempo.

Il libro cerca di dare risposta a una domanda apparentemente scontata e retorica: essere madri è davvero un desiderio autentico e istintivo? A quanto pare non sempre e la Ferrante ce lo spiega nero su bianco.
Il romanzo ha un tono misterioso, sembra quasi un giallo, indaga l’animo femminile con semplicità e senza troppe pretese e attraverso una scrittura fluida ed elegante.
La protagonista di La Figlia oscura è Leda, una donna originaria di Napoli di quarantotto anni, professoressa universitaria di Letteratura Inglese, bella e colta, divorziata già da tempo. Leda è soprattutto una madre di due bambine ormai grandi, Bianca e Marta, di venticinque e ventitré anni. Le due ragazze decidono però di seguire il padre in Canada, una per lavoro, l’altra per perfezionare gli studi. Una scelta dolorosa che lascerebbe qualsiasi madre in preda al dolore e allo sconforto. Ma non è il caso di questa madre, Leda è stranamente felice, spensierata, come liberata da un peso troppo ingombrante.
Ed è da questo momento, dopo l’abbandono delle figlie, che parte la narrazione con la protagonista in ospedale in seguito a un incidente di cui non sa dare una spiegazione, perché come lei stessa afferma:

le cose più difficili da raccontare sono quelle che noi stessi non riusciamo a capire.

Inizia così un racconto a ritroso degli eventi che l’hanno portata in quel letto di ospedale. In seguito alla partenza delle due figlie, sentendosi finalmente libera di pensare a se stessa, Leda parte per una vacanza al mare in un paesino del Sud Italia, qui conosce Nina, bellissima mamma, appena ventenne, della piccola Elena. Leda inizia a osservare le due, a seguire i loro gesti, così naturali e amorevoli, a scrutare e analizzare il loro rapporto splendido, fluido e spontaneo da farle subito invidia. Quel rapporto che Leda non ha mai avuto con le sue figlie, forse e soprattutto per colpa sua, per colpa di una scelta sbagliata che ora provoca in lei laceranti sensi di colpa: per tre anni scelse di lasciare le due bimbe con il padre per inseguire i suoi sogni e cercare un ideale di donna che la rispecchiasse e che la facesse sentire viva.
Ora, scrutando da lontano Nina ed Elena, cerca di immedesimarsi in loro non trovando però nulla di familiare, solo vecchi e dolorosi ricordi tornano a galla ma anche la consapevolezza, ancor più dolorosa, di aver fatto, a suo tempo, la scelta giusta per se stessa.
Un incontro fortuito, questo, che getterà Leda in una confusione assoluta, tanto da indurla a compiere gesti insensati: ruberà alla piccola Elena la sua bambola preferita. Così Leda finalmente si ritroverà a fare i conti con la sua doppia identità: di donna e madre, di figlia e di genitore.
Basterà una bambolina per farla ritornare indietro nel tempo, alla sua fanciullezza forse terminata troppo in fretta e per riconciliarla con la sua parte più intimamente materna.

La figlia oscura
Elena Ferrante 
E/O, 2008
€ 8,00

 Elena Ferrante è lo pseudonimo di una scrittrice o uno scrittore di cui ancora si ignora la vera identità. Si è ipotizzato fosse originaria di Napoli, città che abbandonò presto per vivere all’estero. Moltissimi i suoi romanzi di successo: L’amore molesto, da cui è stato tratto l’omonimo film di Marco Martone, I giorni dell’abbandono, successo internazionale da cui è stato tratto il film di Roberto Faenza, La frantumagliae La spiaggia di notte. Numerosi i premi di cui è stata insignita, tra cui il premio Oplonti e il premio Procida Elsa Morante, premi che non ha mai ritirato personalmente, forse per creare ancora più mistero intorno al “giallo” della sua identità.


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