Una proposta di filosofia

 

Filosofia fuori le mura
Giuseppe Ferraro 
Filema, 2010
€ 12,00



Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l’addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui

Già Aristotele, nella sua “Esortazione alla filosofia” si poneva il problema del senso della filosofia. Werner Jaeger, a proposito del Protrettico, scrive che esso

non parla di alcun problema particolare: la sua importanza, varcante i limiti della specifica scienza filosofica, è piuttosto nell’universalità della questione vitale da esso posta, quella cioè del senso della filosofia, del suo diritto all’esistenza e della sua posizione nel complesso della vita umana.

Alla domanda “perché studiare filosofia?” chi saprebbe rispondere in maniera adeguata? Quanti di noi abbiamo risposto a questa domanda dicendo che il suo studio aiuta la logica, la retorica… Ma cos’è, e perché studiarla?
Filosofia fuori le mura parte da questi interrogativi, e si estende al di là di ogni luogo. “Fuori luogo” per l’appunto, come le parole del filosofo. Leggendo libri come Also Sprach Zarathustra infatti ci si può rendere ben conto di come le parole di un filosofo siano sentite fortemente fuori luogo, fuori da ogni schema mentale normativo, dove si esprime un sapere senza possesso, con la sola peculiarità di saper “restituire”. Per questo il nostro autore ritiene che la filosofia non sia insegnabile, in quanto si tratta di un sapere irripetibile (non è forse, abbiamo detto, fuori luogo? E quindi fuori d’ogni tempo? Come recuperare un sapere del genere?). Qualcuno avverta allora il nostro ministro dell’istruzione e faccia eliminare anche le ore di filosofia dalle scuole. Un gran bel risparmio per gli italiani!
Però, però… C’è un però: ammesso il fatto che l’applicazione della filosofia non possa essere insegnata secondo una trasmissione didattica finalizzata alla verifica mnemonica, è vero anche che la scuola e le facoltà di filosofia non sono luoghi di filosofi quando sono ridotte a crediti e debiti. Il nocciolo allora sta tutto lì, sta fuori le mura accademiche, le mura scolastiche. La filosofia va ricercata altrove, e ci si dovrebbe chiedere come si sia frammentata nelle sue innumerevoli branche, dalla logica alla metafisica, dall’ontologia all’etica.
L’esperienza diretta dell’autore nelle carceri ha modificato radicalmente il suo rapporto con la filosofia, e ora vuole spiegarci come, in questa sorta di manifesto in tre sezioni, in cui si raccontano i Luoghi, i Limiti e i Legami.

Giuseppe Ferraro è docente di Filosofia presso il Dipartimento di Filosofia A. Aliotta dell’Università di Napoli Federico II, e al Philosophisches Seminar della Ludwigs Universitaet di Freiburg in Germania. È autore di studi di fenomenologia, leopardiani e nietzschiani; ha pubblicato tra l’altro La verità dell’Europa, La filosofia spiegata ai bambini e Filosofia in carcere, di questi ultimi l’uno è espressione di un’esperienza didattica svolta in un paesino “a rischio” della provincia di Caserta e l’altro di un’esperienza di didattica dei sentimenti tenuto tra i ragazzi del carcere minorile di Nisida. È attualmente impegnato anche a Roma, specificamente sull’educazione ai sentimenti.


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