Archivio ‘luglio 2011’

Viaggio nel sogno dell’URSS

Come si fa a raccontare l’URSS? Quella vera intendo… Non quella dei libri di scuola, dei documentari storici o dei vecchi film occidentali, così tristemente unidimensionale, appiattita sui suoi stereotipi più noti. Per anni abbiamo letto e visto quasi esclusivamente ciò che ci veniva offerto dell’URSS, cioè quello che per noi era l’URSS. Diciamo pure, ricalcando Lévi-Strauss, ciò che i nostri occhi occidentali riuscivano a vedere dell’URSS. Solo molto raramente, in casi particolari, si riusciva a intravedere il vero volto dell’Unione Sovietica, la sua gente, i suoi odori, i suoi trucchi. È per questo che, con attenta lucidità e qualche pizzico di ...

Il gioco è finito… gioca di nuovo!

Game Over. Play Again. L’autore, con un titolo accattivante, ha voluto dare subito ai suoi lettori il messaggio che caratterizza l’intero testo: la vecchia partita, quella che ha portato alla crisi finanziaria, ambientale ed energetica, è finita. Da questa situazione bisogna iniziare una nuova partita per creare un futuro migliore e “costruire un nuovo mondo”, come ci dice nella Prefazione Vinicio Albanesi, un mondo nel quale vengano sfruttate tutte quelle risorse (energetiche, naturali, telematiche, ecc…) illimitate che il nostro splendido pianeta ci fornisce, con la speranza di poter ottenere un benessere collettivo e autentico. L’opera si rivolge soprattutto ai giovani, ...

Piccole (ri)scoperte

Scrivevo, qualche tempo fa, in un articolo destinato a un forum letterario online: Lidia Ravera è una ragazza grande, una donna impegnata che ha scritto alcuni libri che hanno lasciato il segno, per aver scandalizzato una generazione e averne divertita un’altra, facendola anche riflettere. Ecco, mi sembra questo un ottimo punto di inizio per tornare a parlare, dopo anni, di una delle scrittrici meno “riconosciute” del nostro paese. Confesso di seguire Lidia Ravera da diverso tempo (almeno a partire dalla pubblicazione di Sorelle in poi), rimanendo sempre molto impressionato, di lettura in lettura, di fronte alle squisite doti di scrittura di cui ...

Una lezione di storia patria

Certamente il Risorgimento è uno degli argomenti più sentiti nel nostro paese: quest’anno poi è uno dei temi di discussione più gettonati. Molta gente ne parla, le scuole continuano a insegnarlo (bene o male) e tutti credono di conoscerlo, ma chiunque, dopo aver letto Il Risorgimento e l’Unità d’Italia di Antonio Gramsci, si accorgerebbe che le proprie certezze a riguardo non sono poi così salde: io stesso, dopo aver letto il testo, mi sono reso conto di non “sapere bene” il Risorgimento. Questo testo edito da Donzelli nel 2010 è una carrellata di saggi tratti dai celebri Quaderni dal carcere scritti da Gramsci ...

Cenere (d)alla cenere

È il 1948 e nella borgata palermitana di Buon Riposo le cose non vanno affatto bene: c’è l’attesa per il fatidico 18 aprile, che vedrà trionfare la Democrazia Cristiana e la prima parola effettiva scritta sul libro della Repubblica italiana; c’è il popolo che suppone, parla, combatte e lavora, il popolo che prega e che annaspa senza una guida. Ecco, perciò, gli ecclesiastici modellatori di coscienze e la mafietta locale regina di intrallazzi. Quella descritta da Giuseppe Schillaci, al suo esordio narrativo, è una scenografia negli anni modificata da quinte e fondali ma che, fondamentalmente, è rimasta immutata. Quasi lo scarpone ...

Cara Amélie ti scrivo

Amélie Nothomb è una scrittrice abitudinaria: si sveglia tutte le mattine all’alba per scrivere, partorisce almeno un libro all’anno, passa 4-5 ore al giorno a leggere e rispondere alle lettere che le arrivano, mantenendo una corrispondenza assidua con 2000 persone contemporaneamente. O almeno questo è quello che le piace raccontare di sé come ottima introduzione alle presentazioni del suo nuovo libro, scritto guarda caso in forma epistolare, nel quale ancora una volta l’autrice si confronta con il tema dei disordini alimentari. Il pretesto è un articolo di giornale che parla del crescente numero di obesi nelle fila dell’esercito americano. La ...

L’arte del disincanto

Nell’inequivocabile impegno storico-politico che ha profondamente marcato la figura di Anatole France, la sofistica stoica dell’abate Jerome Coignard si colloca da sé, senza frizioni interpretative d’eccesso. È forse per il lettore più distante che va a diramarsi l’intrigo di un pensiero critico sedimentato a cavallo tra ottocento e novecento, pregno di passione e consapevolezza storica. Un ostacolo? Assolutamente no. Avvicinarsi al Premio Nobel francese per le vie di una suggestiva Parigi settecentesca, a suon di massime e simposi improvvisati, si rivela più che soddisfacente, altresì stimolante. Pubblicate nel 1983, le avventure di Coignard (abate dai chiari sentimentalismi illuministici) e dell’umile ...

Storie di ordinaria omosessualità

15 storie d’amore. Questo potrebbe essere il laconico sunto del libro di Willy Vaira Diverso sarà lei. Il particolare che dà il titolo a questa raccolta di esperienze di vita quotidiana è che 13 racconti su 15 hanno come protagonista una coppia omosessuale. I personaggi sono tutti molto diversi tra loro, molteplici, sfaccettati e multiformi come i colori di una bandiera rainbow. Ma attenzione, la metafora stereotipata non è casuale, perché è proprio da quei luoghi comuni che il libro vuole fuggire, è proprio quella visione distorta e ghettizzata dell’omosessualità che l’autore vuole tentare di cancellare dall’immaginario del lettore abituato ...

Geografia incerta di un mondo (culturale) in trasformazione

“C’è grossa grisi”, recitava, a inizio millennio, il profetico Corrado Guzzanti nei panni di Quelo, santone impostore. “Dove stiamo antando in questo mondo?” continuava, riconoscendo e sottolineando una certa labirintite esistenziale caratteristica dell’uomo del XXI secolo, accusato, probabilmente a ragione, di “miagolare nel buio”. Non c’è che dire, la crisi è giunta (c’era anche prima, ma l’occhio di bue sociale era orientato altrove) e non si è certo limitata a invadere i nostri portafogli. Arriva, dunque, un momento per chiedersi, con rigore intellettuale maggiore ma con la stessa serietà di fondo dove, quando ma soprattutto se “siamo” qualcosa. Ci provano, relativamente all’ambito ...

Al povero lettore inesperto

Produrre libri non significa più produrre letteratura. Ne è tristemente convita Dubravka Ugresic, autrice di questa brillante silloge di brevi scritti sul mondo librario e intellettuale contemporaneo. La pubblicazione non è recentissima, è bene ammetterlo (il volume è già vecchio di sei anni). Tuttavia la scelta di tirare a lucido le piccole perle di “saggezza editoriale” della Ugresic non è affatto casuale: è giugno, e siamo tutti in attesa di conoscere il nome del vincitore del Premio Strega di quest’anno (la serata di proclamazione si terrà il 7 luglio, come sempre al Ninfeo di Villa Giulia di Roma; l’informazione è ...

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