Da Topolino a Totoro: un mondo di cartoni

“Se ci togli i cartoni, cresceremo senza umorismo e saremo dei robot!”. Si lamenta così Lisa, in una puntata dei Simpson, contro mamma Marge che intraprende una campagna per ribellarsi alla violenza di Grattachecca e Fichetto, il cartoon preferito dei suoi figli.

È davvero così? Indubbiamente i cartoni animati rappresentano un’occasione di svago e di crescita per adulti e bambini. Dei cartoni spesso si discute: basta dire che qualcosa fa male ai ragazzi e si finisce in prima pagina, affermava Stan Lee, creatore di molti supereroi. Oggetti di attacchi mediatici, marchiati come prodotti per bambini e a volte rinnegati dagli adulti in nome di una presunta maturità, i cartoni non rientrano certo nella cosiddetta “cultura alta” e per questo motivo il saggio di Luca Raffaelli è innanzitutto un’opera audace. Pubblicato per la prima volta nel 1994 da Castelvecchi, Le anime disegnate è stato riedito da Minimum Fax con una versione rivista e aggiornata. Il saggio è un’attenta disamina degli stili e delle filosofie di produzione dei cartoni animati. Partendo dall’America fino all’estremo Oriente, Raffaelli ripercorre un secolo di cartoon. Non proprio una storia del cartone animato, né un libro di dati e di date, si legge nella prefazione, ma un confronto fra diverse filosofie risultate da particolari esigenze produttive e stilistiche. L’abilità di Luca Raffaelli sta nella ricostruzione e nell’analisi di tre grandi produzioni seriali, da una parte l’America di Walt Disney e degli studi americani non disneyani (della Warner Bros., dei fratelli Fleisher e della MGM) e dall’altra quella giapponese, con gli dei dell’anime Osamu Tezuka e Hayao Miyazaki (solo per fare alcuni nomi). Raffaelli, con una prosa e uno stile accattivanti, in questo saggio appassionato ci racconta i personaggi che hanno accompagnato la nostra crescita e ci svela aspetti poco conosciuti della vita e del lavoro di alcuni genî dell’animazione. Si passa dall’aneddotica alla storia e nel libro si potranno ritrovare svelate alcune curiosità: quali furono i motivi che portarono alla realizzazione di classici come Biancaneve? Perché i Simpson da brutti, volgari e negativi vennero poi nominati dal Time migliore trasmissione televisiva del ventesimo secolo? Perché la Warner riesce a far ridere? Quali furono le novità introdotte dall’anime giapponese? Non una guida esaustiva, dunque, ma un percorso ricco di aneddoti, personaggi e culture a confronto. La risposta a tutte queste domande la si scoprirà sfogliando le pagine di questo saggio, mentre vale la pena soffermarsi su un aspetto in particolare: se ogni generazione ha avuto il suo mostro (ma il mostro era tale solo per gli adulti che giudicavano senza conoscere), la speranza di Raffaelli è che non si gridi più allo scandalo e che i bambini, che vedono in questi mostri i loro eroi, crescano e ricordino e magari amino gli eroi dei piccoli della prossima generazione.

Le anime disegnate. Il pensiero nei cartoon da Disney ai giapponesi e oltre
Luca Raffaelli
Minimum Fax, 2005
€ 16,00

Luca Raffaelli (1959) è il massimo esperto italiano di fumetti e cartoni animati. È sceneggiatore (Johan Padan di Dario Fo) e direttore artistico dei Castelli Animati, il festival internazionali del cinema di animazione di Genzano, e di Romics, il festival del fumetto di Roma. Collaboratore di Repubblica, è il curatore della serie “Classici del fumetto“.

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