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	<title>Commenti a: Diversamente intelligenti nell&#8217;era digitale</title>
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	<description>Lettori alla spina</description>
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		<title>Di: Luca Celea Gabriele</title>
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		<dc:creator>Luca Celea Gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 22:39:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nicholas Carr sostiene - in sintesi - che l&#039;utilizzazione della rete modifica sensibilmente la struttura del cervello umano e che le nostre capacità cognitive sarebbero di fatto già cambiate moltissimo (e per giunta nel giro di appena un decennio): siamo tutti incapaci di leggere testi lineari perché troppo abitati a saltare qua e là da un&#039;informazione all&#039;altra (&quot;effetto link&quot;), perché distratti da altro e perennemente in bilico tra una piattaforma e l&#039;altra. Internet ci sta rendendo - in grandissima sintesi - stupidi, più stupidi delle generazioni che ci hanno preceduto. Dobbiamo credere a Carr? Personalmente ritengo che il suo incontenibile allarmismo sia da riassorbire: è pur vero che le nostre abitudini sono cambiate in poco tempo per far spazio a nuove competenze (non inviamo più lettere scritte a mano ma solo email; non ci informiamo più solo attraverso i libri e i quotidiani ma sempre più attraverso le pagine web), ma del resto millenni e millenni fa noi tutti eravamo cacciatori infallibili armati di arco... oggi chi sarebbe più in grado di centrare un&#039;antilope in corsa con una sola freccia?

Per non parlare poi degli studi che Carr porta a sostegno della propria tesi. Cosa ci dimostrano? Nulla di catastrofico: il cervello muta. Punto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nicholas Carr sostiene &#8211; in sintesi &#8211; che l&#8217;utilizzazione della rete modifica sensibilmente la struttura del cervello umano e che le nostre capacità cognitive sarebbero di fatto già cambiate moltissimo (e per giunta nel giro di appena un decennio): siamo tutti incapaci di leggere testi lineari perché troppo abitati a saltare qua e là da un&#8217;informazione all&#8217;altra (&#8220;effetto link&#8221;), perché distratti da altro e perennemente in bilico tra una piattaforma e l&#8217;altra. Internet ci sta rendendo &#8211; in grandissima sintesi &#8211; stupidi, più stupidi delle generazioni che ci hanno preceduto. Dobbiamo credere a Carr? Personalmente ritengo che il suo incontenibile allarmismo sia da riassorbire: è pur vero che le nostre abitudini sono cambiate in poco tempo per far spazio a nuove competenze (non inviamo più lettere scritte a mano ma solo email; non ci informiamo più solo attraverso i libri e i quotidiani ma sempre più attraverso le pagine web), ma del resto millenni e millenni fa noi tutti eravamo cacciatori infallibili armati di arco&#8230; oggi chi sarebbe più in grado di centrare un&#8217;antilope in corsa con una sola freccia?</p>
<p>Per non parlare poi degli studi che Carr porta a sostegno della propria tesi. Cosa ci dimostrano? Nulla di catastrofico: il cervello muta. Punto.</p>
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