L’amore tira più di un carro di buoi

Dal cinema alla letteratura, dalla commedia al dramma, dalla lirica alle canzonette, tutto ruota attorno a un’unica cosa: l’amore, e per l’esattezza quello infelice, non ricambiato, sofferto, straziato e straziante, irraggiungibile o perduto. Insomma, senza farla troppo lunga, l’amore sfigato.

Fateci caso.

Nessun poeta cortese ha mai celebrato la propria moglie: quella degli altri era sempre più degna d’un giro di versi; nessun paroliere partenopeo ha mai scritto un testo per la fedelissima Marisa: Maruzzella, Carmela, Maria Marì e Reginella erano tutte abbastanza stronze da meritarsi una canzone; a nessuna eroina è poi mai girata la fortuna in palcoscenico: da Medea a Tosca sono una più disgraziata dell’altra, una gara di sciagure; infine – ma si potrebbe andare avanti in eterno – a nessuno è mai fregato nulla della cornutissima Melania di Via col vento: tutti eravamo là a parteggiare per l’odiosa Rossella che le soffiava il marito (“Oh, Ashley!”).

In definitiva, si potrebbe dire che l’amore inappagato tira più di un carro di buoi.

Espressione colorita, ma efficace.

Ne è convinta anche Barbara Alberti – Oh, amatissima Barbara dalla bianca treccia, se solo fossi capace di comporre un sonetto per quella tua immacolata acconciatura! –, autrice di questa piccola perla che è, per l’appunto, Amore è il mese più crudele: una raccolta di venticinque brillanti racconti che vanno a comporre un’eccentrica galleria di quadretti e personaggi, che tornano così a vivere di nuova vita.

Geniale fin da subito: che presa che ha questo titolo, furbissima rielaborazione del noto passo di Eliot, ideale per un libro che esce proprio nel mese di aprile. Tutto è studiato alla perfezione, nulla è lasciato al caso: persino la data di pubblicazione non è casuale.

Geniale la copertina, pacchiana quanto basta, come certe porcellane di Capodimonte. In primo piano, ovviamente, Lei, immancabile: una burrosa Rossella O’Hara avvinghiata all’inafferrabile Rhett, emblema di volubilità e capriccio.

In questo Bignami illustrato degli amori infelici di tutti i tempi pescati nel mare magnum della tradizione mitologica, letteraria, storica e cinematografica, l’autrice si diletta nel dissacrare con “allegra ferocia” i luoghi santi della cultura occidentale.

Nessuno è salvo: non il redento Minotauro, non i protagonisti di Blade runner e Ultimo tanto a Parigi, non Madame de Maintenon e il Re Sole, non Barbara Leoni e Gabriele D’Annunzio, non Maria Goretti e Alessandro Serenelli, tanto meno Santa Caterina da Siena e Gesù. Nessuno sfugge alla trappola della passione. L’amore, eterna fregatura, fa le scarpe a tutti. Del resto,

l’uomo è uomo il dio dio la bestia bestia, e davanti all’amore sono tutti uguali.

Con la consueta ironia – quella che non le manca mai, per grazia di Dio! – e con tutto il gusto del divertissement letterario, Barbara Alberti ci invita tacitamente a giocare con il mito e con l’intoccabile. Là dove nessuno si permetterebbe mai di proferir parola, arriva lei sorniona che in poche righe demolisce e canzona. Purtuttavia, senza cader mai nella trita satira o apparire spocchiosa. Del resto a lei, con quello charme, con quel garbo, tutto si concede.

La Alberti, in definitiva, ha una classe infinita.

Immagine anteprima YouTube

Amore è il mese più crudele

Barbara Alberti

Nottetempo, 2012

€ 15,00

Umbra di origine ma romana d’adozione, Barbara Alberti è scrittrice di romanzi, saggi e biografie fantastiche. Tra le sue pubblicazioni: Il Vangelo secondo Maria (1978 e ripubblicato da Castelvecchi nel 2007), Il ritorno dei mariti (Mondadori, 2006), Memorie malvage (Marsilio, 1994) e Donna di piacere (Rizzoli, 1980). Con nottetempo ha pubblicato il gransasso Letture da treno (2008, disponibile anche in formato ebook).

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