Il dono di saper vendere la propria verità

La verità, quel qualcosa che tutti fingono di cercare anche se, il più delle volte, pensano di “averla già in tasca”. La distinzione dell’umanità su base “conoscenza del vero” non è dunque tra chi la possiede e chi no, ma tra chi è bravo a venderla e chi invece proprio non riesce a trasmetterla. In un mondo in cui tutti siamo insomma persuasi di avere le risposte giuste, ciò che davvero può distinguerci è la capacità di convincere l’altro che il “nostro vero” è più vero del suo. Avere le risposte non basta dunque, ciò che conta è saperle vendere.

Visto da tale prospettiva il discrimine è senza dubbio più agevole: basta infatti un semplice colpo d’occhio per distinguere chi possiede l’arte della persuasione da chi ne è completamente privo e, se anche questa prima valutazione non bastasse, una letta alle sue parole sarà senza dubbio rivelatrice. Già, perché, se si tratta di scrittori, dare la propria verità per assoluta è un’abilità imprescindibile, parte di quello stesso processo messo in atto per agevolare la sospensione dell’incredulità che garantisce il coinvolgimento del lettore: chi potrebbe del resto sentirsi coinvolto da un autore le cui tesi sono poco convincenti e le cui argomentazioni sono in pratica inesistenti? Un autore, ci duole dirlo, come Daniel Cohn-Bendit nel suo Osare di più.

A onor del vero dobbiamo dire che la premessa del titolo viene senza dubbio rispettata, poichè l’autore osa e come: osa sciorinare dati a non finire senza alcuna analisi o spiegazione sulla loro provenienza, proporre soluzioni politiche date per scontate e mai motivate, azzardare quadri sulla governance mondiale senza fornire al lettore la possibilità di comprendere neanche il livello locale di tali questioni. In pratica un libro ricolmo di verità malvendute.

E sulla questione dell’automobile, dobbiamo avere il coraggio di dire che, l’uso privato dell’automobile, per l’appunto, deve decrescere; dobbiamo dire che abbiamo bisogno di un altro tipo di mobilità fondato sul rafforzamento della mobilità sociale, pubblica, sostenibile.

Non vi sembra chiaro il perché dovreste lasciare la vostra automobile in garage?

Daniel Cohn-Bendit è un uomo che di perle di saggezza sembra (o almeno così lui crede) possederne a iosa, tante da non lasciare addirittura spazio a una loro adeguata spiegazione: l’intero volume si potrebbe infatti riassumere in una lapidaria affermazione del tipo “l’ecologia salverà il mondo”; ma perché? da dove nasce tale idea? domande a cui non è dato avere risposta. Le pagine scorrono piene di verità e povere di spiegazioni, fino a quando la sopportazione del lettore non è tanto satura da fargli chiudere il volume: difficile innamorarsi di una sequela di verità calate dal cielo, soprattutto se queste girano intorno a questioni di politica di per sé non facili da digerire.

Per portare avanti questo grande progetto [...] serve una forza politica ecologica autonoma. Senza una tale forza e un tale progetto, capaci di portare avanti gli obiettivi di una diversa economia, domani, anche in un governo di sinistra, non ci sarà la forza necessaria per imprimere una svolta, un cambiamento radicale nell’economia, nella produzione, nella politica industriale.

Anche se a ben guardare Osare di più presenta inequivocabilmente tra le righe spunti di riflessioni stimolanti e prospettive d’analisi intelligenti e innovative sui problemi che affliggono il mondo di oggi, tutto ciò è talmente soffocato dalla molesta supponenza dell’autore che il lettore difficilmente accetterà lo sforzo di scavare per scovare quanto d’interessante il libro propone. Uno scrittore che non motiva le sue posizioni e che non lascia al lettore i dati necessari per formarsi un’opinione personale rischia infatti inevitabilmente di apparire troppo arrogante persino per essere considerato, figuriamoci ascoltato.

Peccato, perché proporre oggi strade originali per affrontare i problemi che da anni assediano il Pianeta ci sembra qualche cosa di assai nobile. Sarà per la prossima volta o, meglio, per il prossimo venditore di verità. Magari uno migliore.

Osare di più

Daniel Cohn-Bendit

Edizioni dell’asino, 2011

€ 8,00

Daniel Cohn-Bendit è scrittore e politico tedesco attivo sia in Germania che in Francia. Vicino al movimento ambientalista già dalla fine degli anni Settanta, è stato parlamentare europeo a partire dal 1994, è attivo sul fronte dell’ecologia e dell’integrazione europea. Nel 1975 pubblicò il libro Gran Bazar, libro che affronta questioni spinose sull’infanzia e che fu poi al centro di svariate polemiche, inclusa la grave accusa di avvallamento della pedofilia: lo stesso autore, che aveva inizialmente difeso la sua opera come “provocatoria”, ha poi dichiarato di nutrire “il rimorso per aver scritto tutto questo”.

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