Memorie da condividere

Ricordi, reminescenze, memorie. Tutti li abbiamo e il più delle volte parlano proprio di noi: esperienze vissute, un odore o semplicemente un’immagine un po’ sfocata che ricostruisce, come le molliche di Pollicino, il percorso della nostra vita. Ci sono briciole più dure e altre più tenere, ma tutte, in un modo o nell’altro, ci raccontano: noi delusi, innamorati, sconfitti, trionfanti, soddisfatti, disillusi ma sempre e solo noi.

Non sarà un po’ troppo? Forse sì ma per uscire da questo circolo vizioso ci vuole una persona davvero speciale, dotata di una grandezza che raramente si trova nel prossimo e che sappia trascendere il vizio della “memoria ego-riferita”. Difficile dunque, ma non impossibile: potrebbe essere sufficiente cambiare continente, volgere lo sguardo verso una donna e tendere l’orecchio alla sua storia o, meglio, alle sue memorie. Memorie di un’infamia.

L’infamia che ha segnato la vita di Lydia Cacho, ma soprattutto di tutte quelle donne che in Messico lottano ogni giorno contro memorie troppo dolorose per essere narrate. La giornalista però ha trovato la forza di raccontare quel dolore. Nascono così ben trecento pagine lungo le quali, con voce ferma e una dovizia di particolari a dir poco scioccante, la donna parla di una vita spesa al servizio di chi, come lei, ha avuto in sorte di cadere vittima degli abusi del potere.

Memorie di un’infamia descrive un Paese nascosto eppure sotto gli occhi di tutti: violenze taciute anche se note a ogni cittadino sono lo straziante filo conduttore di un libro che, pur avendo come leitmotiv la sofferenza, non scivola mai nel drammatico o nella disperazione. Gli abusi, anche quelli più atroci e subdoli, sono raccontanti dalla giornalista con fermezza, come in una testimonianza da rilasciare doverosamente al tribunale del mondo: non un’inflessione della voce o una nota di commozione, solo la cruda descrizione di una difficile realtà narrata con risolutezza ma anche con un sottofondo di immancabile speranza.

L’autrice infatti è cresciuta credendo che essere umani significa tendere sempre la mano al prossimo, adoperarsi per donare a chiunque una vita migliore e per combattere chi quella vita invece vuole calpestarla: agire  secondo simili principi non è mai facile ma farlo in un luogo come Cancún, in cui corruzione e abusi sono alla base stessa del governo, significa mettere in gioco la propria stessa incolumità. Lydia Cacho lo fa, e con una naturalezza tale da essere quasi disarmante: la sua testimonianza personale è infarcita di nomi e cognomi pronti a piovere sul lettore da ogni possibile riga della pagina, a tal punto che definire ciò che si legge come una storia vera sembra quasi impossibile. Chi può essere in possesso di tanto coraggio da affiancare il nome del cattivo di turno, nonché uomo più potente del Messico, alla definizione di “pedofilo”? Lydia Cacho fa questo e molto di più.

Così scorrono le pagine di Memoria di un’infamia: tra dolore, forza e sconcerto, si vita ad un libro la cui lettura dovrebbe essere un dovere per qualsiasi cittadino del mondo. Una giornalista coraggiosa ci racconta la sua violenza,  la violenza del Messico, un Paese in cui le donne sono mera merce sessuale, sfruttata spesso ancor prima che maturi. Da parte nostra, non essendo forse in possesso di quella straordinaria forza necessaria a mettere la propria memoria al servizio degli altri, non possiamo far altro che condividere quella di chi quel coraggio lo ha trovato.

Memorie di un’infamia

Lydia Cacho

Fandango Libri

16,50 euro

Giornalista, scrittrice e attivista Messicana, Lydia Cacho si impegna da sempre per sostenere i diritti delle donne e dei bambini. Il suo primo libro, I demoni dell’Eden (2003), denuncia gli abusi sessuali perpetrati da Jean Succar Kuri, imprenditore alberghiero, nei confronti di bambini in tenera età. In seguito a questa pubblicazione la donna fu arrestata illegalmente e malmenata, fino a quando, previo pagamento, non venne rilasciata. Oggi Lydia Cacho combatte ancora per i diritti delle donne e perché la giustizia prevalga nel suo Paese.

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