#FeFiFra2013, L’uomo, il destino e un cappello

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Può un semplice cappello influenzare e addirittura arrivare a cambiare la vita di chi ne viene in possesso?

Daniel Mercier, modesto impiegato, riceve un’inattesa quanto ambita promozione per un posto come direttore di reparto presso l’azienda in cui lavora. Fanny Marquant, affascinante scrittrice, dopo anni di tentennamenti lascia definitivamente l’uomo del quale è l’amante, riuscendo così a scrivere la fine, tanto agognata, del romanzo autobiografico su cui suda da tempo. Pierre Aslan, noto produttore di profumi, dopo otto anni di crisi creativa (come si ostina a definirla la critica), inventa una nuova fragranza: è immediato successo. Bernard Lavalliere, ricco borghese di destra, di punto in bianco apre la sua mente, arrivando così a sovvertire totalmente le proprie convinzioni e, di conseguenza, la vita stessa.

Cosa hanno in comune questi personaggi all’apparenza così diversi e senza nessun rapporto o collegamento? Un cambiamento positivo ha investito le loro vite, fino a un attimo prima irrimediabilmente inghiottite in una situazione dalla quale non si intravedeva via d’uscita. Fin qui niente di particolarmente sorprendente, ma il fatto singolare è proprio l motore di queste svolte, con tutta probabilità un semplice oggetto: il cappello del presidente francese Mitterrand, di cui Daniel Mercier si impossessa in una brasserie dove il presidente finisce per dimenticarlo. Questo cappello, sorta di lampada magica, sembra esaudire i desideri di coloro i quali ne vengono in possesso prima ancora che abbiano la possibilità di esprimerli, finendo per cambiarne ie sorti in modo inaspettato.

Di talismani e oggetti magici arrivati misteriosamente in aiuto dell’uomo è piena la letteratura, ma Il cappello di Mitterrand ricorda per alcuni aspetti Le magiche scarpe del mio amico Percy, romanzo per ragazzi dove un diverso indumento conferisce sicurezza e spavalderia al giovane che lo indossa. Allo stesso modo il cappello è testimone e portatore della saggezza e della sicurezza del suo vero padrone. In questa trama quasi fiabesca si inserisce la figura del presidente francese: Laurain, infatti, intrecciando la vicenda della campagna elettorale e della successiva vittoria di Mitterrand con le vite dei personaggi, riesce nel descrivere una figura storica e reale attraverso una vena di fascino e di mistero particolarmente azzeccata.

Il cappello diverte e cattura il lettore grazie a un plot originale e a uno stile coinvolgente, spingendolo, allo stesso tempo, a porsi alcune domande che trascendono presto il testo stesso: l’insoddisfazione è forse la condizione naturale del genere umano? Qual è, quando avviene, la reale origine del cambiamento? Perché se è vero, come dice Daniel Mercier, che “gli avvenimenti più importanti della nostra vita sono sempre il risultato di una concatenazione di dettagli minimi”, è impossibile non chiedersi quanto la realizzazione di sé dipenda dal destino (o, all’opposto, dal caso) e quanto invece dal proprio agire.

Il cappello di MitterandIl cappello di Mitterrand

Antoine Laurain, Traduzione M. Capuani

Atmosphere Libri, Collana Biblioteca dell’acqua

Euro 12,75

Antoine Laurain è nato a Parigi nei primi anni ’70. Appassionato di storia dell’arte e di cinema, compirà i suoi studi in quest’ultima disciplina. Nel 2007 pubblica in Francia il suo primo romanzo Ailleurs si j’y suise nel 2010 esce la traduzione italiana dell’opera seconda Undicesimo: fuma. Storia efferata di delitti e sigarette.

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