#FeFiFra2013, Quando un profumo prende vita

EssenzeÈ possibile raccontare una vita attraverso quegli odori che hanno  accompagnato i momenti impressi nella nostra memoria? Per Philippe Claudel non è solo possibile, ma è il modo attraverso cui redigere una vera e propria biografia olfattiva composta da sessantatré testi. Il suo è un mosaico di sensi i cui tasselli, meticolosamente in ordine alfabetico, sono elencati al principio del libro e invitano il lettore a cercare tra i vari nomi quello che tra tutti apre la strada a vecchi ricordi, risveglia un sorriso o sembra impossibile da dimenticare.

Per coloro che amano leggere opere strutturate a partire dalla forte concatenazione degli eventi e in cui il dispiegarsi delle vicende ha ruolo centrale, Profumi potrebbe essere un difficile boccone da mandar giù. Tra i vari racconti relativi a ciascun ricordo olfattivo, infatti, l’unico fil rouge è il profumo stesso, il cui legame con i momenti della vita si può assaporare per poche pagine atte a rivivere un piccolo estratto del passato dell’autore. La piacevolezza del libro si percepisce a pieno solo alla fine, perché è in questo momento che il lettore è chiamato a elaborare e mescolare i vari odori e a ricostruire autonomamente l’infanzia  e l’adolescenza dell’autore stesso, tanto che nel mosaico dei sensi l’elenco alfabetico lascia il posto all’elenco emozionale suscitato dell’intensità dei ricordi e dal loro susseguirsi nel tempo.

Lungo il racconto prendono vita maglioni, salse di pomodoro, boschi di conifere, impianti di depurazione e stalle: profumi dolci o amari, sgradevoli o inebrianti, semplici o raffinati che evocano un mondo di gente modesta ma fiera, attraverso i quali l’autore racconta in maniera affettuosa e malinconica le sue origini, la città natale, Nancy, gli amici e la famiglia. Commovente e tenera è la descrizione che Claudel regala dell’odore della pelle di sua figlia, che dorme sempre sulla schiena, con gli avambracci alti e le manine distese, paragonata alla bambina nuda accostata alla madre nel quadro di Gustav Klimt, Le tre età della donna.

Odore di quella sublime infanzia preservata, dolce e cinguettante, calma, serena e che, ahimè, ci lascia troppo in fretta, via via che scendiamo per strada, che camminiamo sulle nostre gambe, che avanziamo da soli, finché finisce col non restare più nulla di ciò che siamo stati, creature gracili che si cullano nell’abbandono fiducioso fra le braccia e i sorrisi di coloro che ci hanno generati

Lo stile non lascia spazio a parole inesatte o approssimative: non sarebbe possibile trovare un sinonimo adatto o sostituire un solo termine perché la sensazione è di assoluta precisione, di estrema padronanza dei vocaboli e del vocabolario. Claudel appare in alcuni casi estremamente telegrafico, soprattutto nelle numerose occasioni in cui, per descrivere un odore, si serve semplicemente di uno smisurato elenco: i calzoni da pesca, per esempio, diventano l’inventario di tutti gli oggetti contenuti nelle tasche dei pantaloni “rozzi, sudici, pieni di un’infinità di cose che attestano sia il loro uso sia la distrazione del loro proprietario”.

Il tocco leggero e sensibile di Claudel è racchiuso in questo piccolo gioiello, in cui la libertà poetica stuzzica i sensi e riesce a far trascendere la dimensione più strettamente personale per approdare a un’esperienza universale.

Profumi Profumi. Inventario sentimentale degli odori di una vita

Philippe Claudel, traduzione di Francesco Bruno

Ponte alle Grazie, Collana Scrittori

In libreria dal 21 febbraio 2013

14,00 €

Philippe Claudel è scrittore, accademico e regista francese noto soprattutto per il romanzo Les Âmes grises, per il quale ha vinto il Premio Renaudot nel 2003. Nel 2008 ha diretto il film Il y a longtemps que je t’aime (uscito nelle sale italiane con il titolo Ti amerò sempre), con Kristin Scott Thomas.

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