#FeFiFra2013, La piscina interdetta

La mancanza di gusto

Attraverso una scrittura semplice ed essenziale, Caroline Lunoir traccia la sagoma di una famiglia tradizionale, di quattro generazioni che si incontrano nella vecchia casa di campagna dei nonni nei giorni di agosto. La minuziosa descrizione dei paesaggi, dei luoghi, dei gesti offre al lettore lo spaccato impressionista di una provincia francese affogata nella canicola. Le parole della protagonista presentano uno ad uno i personaggi: dalla nonna Madeleine all’adorato nonno Paul, senza dimenticare le prozie, il cugino Victor e i domestici. E poi la piscina, tanto voluta dal nonno, sorprendente attrazione e sagace incentivo, rivolto soprattutto ai nipoti più giovani della casata, a trascorrere qualche giorno con il resto della famiglia.

Poiché mi piace credere che nei suoi occhi il divertimento si veni di ironia, nella piscina vedo una di quelle sfide irrisorie che gli stanno a cuore. A guardarla non lo diresti mai, azzurra, immobile, trascorre giorni felici. Di una bruttezza severa con il suo bordo in pietra ricostruita e il suo liner turchese.

Una piscina che è un tributo al cattivo gusto di provincia, al classismo puerile, un totem riservato che resta tale finché al nonno, al quale tutto si perdona (anche di aver creduto a Petain in gioventù), non viene in mente di offrire alla governante la possibilità di un bagno, quando i signori non ci sono. Un “affronto muto”, come lo descrive la stessa protagonista, inaccettabile per le quattro prozie che arrivano a manifestare la paura di lasciare i bambini da soli a fare il bagno in piscina per il timore che possano fare “incontri spiacevoli”.
È in questo punto che il ritmo della storia cambia.
Le diverse generazioni che compongono la famiglia si ritrovano a scontarsi a colpi di silenzi e rapide invettive durante i lunghi pranzi estivi, come durante “il giorno di grazia”. In questo coro di voci unite nell’imbarazzo per lo “scandalo” rappresentato dalla governante sorpresa a bagnarsi, la giovane Mathilde sarà l’unica a opporsi alla linea ferma tenuta dalle prozie: verrà ripagata con un “potresti andare a prendere i formaggi in cucina?”, liquidata come si farebbe con un bambino che parla troppo. Questo scontro generazionale costituisce l’intreccio del romanzo della Lonoir, un confronto che supera gli avvenimenti contingenti e investe la storia francese dal dopoguerra ad oggi. Una storia — insieme sezione di vita familiare e testimonianza di un incontrarsi che, si sa, non potrà essere eterno — nell’arco di tempo di una vacanza che si conclude con un amaro “vorrei sapere quanti di noi lasciano questa casa portandosi dietro ciò che non è stato”.

La mancanza di gusto

La mancanza di gusto

Caroline Lunoir

66thand2nd, 2012

Titolo originale: La faute de gout

Traduzione a cura di Maurizia Balmelli e Elena Malanga

pp. 112, € 12

Nata nel 1981, Caroline Lunoir vive e lavora a Parigi come avvocato penalista. Dopo un’infanzia passata tra Castres e Tolosa scrive il suo primo romanzo a Boston. La mancanza del gusto è stato finalista al premio letterario Fondation Prince Pierre de Monaco 2012, e selezionato al Laval 2011 come romanzo d’esordio.

Share

Lascia un commento

Media



Archivio