Dal passato una voce da non dimenticare

gandhiQuesto libricino di 160 pagine racchiude l’intero pensiero di un grande uomo del Novecento, un uomo che ha fatto dell’amore e dell’umiltà i pilastri della sua vita. Gandhi può essere incluso a pieno diritto tra i massimi filosofi della nostra storia. Vi è un’unica caratteristica che potrebbe differenziare quell’uomo piccolo e magro dalle grandi menti del passato, ed è il linguaggio semplice, i periodi lineari, le parole quotidiane che egli utilizzava abitualmente nei suoi scritti e nei suoi discorsi. Difatti, il suo scopo era quello di raggiungere chiunque con le sue parole, dalle caste più alte fino ad arrivare agli intoccabili, e smuovere dal torpore dell’oppressione un intero Paese.

La forza della nonviolenza introduce il lettore nel sistema ideologico di Gandhi, andando ben al di là del concetto, noto ai più, della lotta passiva che non fa uso della violenza per raggiungere gli scopi che si prefigge. Interessante è, per esempio, il confronto tra il satyagrahi (colui che applica il satyagraha, ovvero la nonviolenza) e il kamikaze, figura famosa della cronaca internazionale contemporanea. Il Mahatma afferma che il primo agisce in nome di una causa giusta, fa il suo dovere sottomettendosi ai dettami dell’amore e della conciliazione, e la morte, eventualità che egli prende in considerazione, non rappresenta una condanna, bensì un ulteriore premio a chi è servo della verità e della giustizia. Invece, il kamikaze sceglie la morte unicamente come mezzo per nuocere coloro che egli crede siano i suoi nemici: non vi è né amore né conciliazione nel suo cuore, è un uomo ridotto a una mera macchina da guerra. Gandhi è un uomo estremamente religioso e pone alla base della condotta del satyagrahi l’entità divina. Infatti, l’uomo non può trovare la via della giustizia e della verità da solo, ma tale desiderio è infuso nel suo cuore da Dio:

Affidati alla piccola voce interiore che abita il tuo cuore e che ti esorta ad abbandonare tutto per dare la tua testimonianza di ciò per cui hai vissuto e di ciò per cui sei pronto a morire.

Eppure, non vi sono solo dettami religiosi e pacifisti negli scritti di Gandhi, e questo libro lo dimostra. Egli aveva ideato un sistema politico-economico, che desiderava applicare al neonato stato indipendente indiano all’indomani della sua liberazione dal dominio britannico nel 1947. Questo si sarebbe basato essenzialmente sullo swadeshi, un sistema antiglobalista e di promozione delle piccole realtà locali. Gandhi non era contrario al capitalismo, ma temeva che le pressanti richieste del mercato rubassero dignità alla persona umana, rendendola solo un ingranaggio di fabbrica, e che l’India fosse eccessivamente dipendente dal commercio con i mercati stranieri. Rifiutava l’avidità dell’era moderna e sperava che i piccoli villaggi, elemento fondamentale del paesaggio indiano, potessero divenire autosufficienti:

La vera India non è quella che si vede nelle sue poche città, ma quella dei suoi settecentomila villaggi: se questi muoiono morirà anche tutta l’India.

Il messaggio di Gandhi, nonostante i decenni trascorsi, non diventa mai obsoleto. Recensire il suo pensiero non vuole certo essere una sorta di necroposting letterario, perché è innegabile che i dettami del Mahatma siano ancora vivissimi e guidino tuttora la condotta di molte persone. Soprattutto è un messaggio di pace e di nonviolenza che arriva da un Paese che è sulle cronache di tutto il mondo per i recenti atti di violenza contro le donne (l’India è tra i primi paesi nel mondo per percentuale di stupri e violenze). Questo dimostra come ancora oggi abbiamo molto da imparare dagli scritti pacifisti di Gandhi.

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La forza della nonviolenza

Gandhi

Editrice Missionaria Italiana

2002

7,50 €

Gandhi Mohandas K. nasce nel 1869 a Porbandar e si laurea in giurisprudenza a Londra, nel 1891. È uno dei più grandi maestri dell’umanità, padre dell’indipendenza dell’India e universalmente riconosciuto come profeta della nonviolenza.

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