La profetessa inascoltata

200px-Cassandra1Principessa, veggente e donna orgogliosa. Tutto questo (e molto di più) è Cassandra, uno dei personaggi più significativi della mitologia greca, che diventa la voce narrante del racconto di Christa Wolf a cui la principessa troiana dà il titolo.

Attraverso una lunga catena di rievocazioni visive legate ai suoi ricordi, Cassandra – fatta prigioniera al termine della guerra di Troia – fa un tuffo nel passato ripercorrendo la sua storia: tra un salto temporale e l’altro scopriamo così i particolari di un’infanzia felice, i tormenti dovuti al dono della preveggenza datole da Apollo, i rituali attraverso cui diventò sacerdotessa, le pene dell’amore impossibile con Enea e, ovviamente, le ferite di una guerra che distruggerà la città in cui Cassandra è nata e cresciuta.

Ciò che colpisce maggiormente della protagonista del racconto è la sua consapevolezza. La consapevolezza di essere una donna e, dunque, destinata a essere ingiustamente calpestata dal potere degli uomini; la consapevolezza di avere un dono maledetto, che la tiene intrappolata in uno stato di frustrazione perenne dovuto alla conoscenza del futuro e all’impossibilità di cambiarlo, dato che mai nessuno crederà alle sue parole. Cassandra vive nel dolore, e della sua capacità di sopportare il dolore ha fatto la sua forza: è una donna orgogliosa, costretta a guadagnarsi il rispetto degli altri da sola, perché essere la figlia (preferita) del re di Troia non basta.

Dalle sue parole emerge anche un vibrante sentimento politico guidato da un’integerrima forza morale che, in vista dell’inevitabile rovina di Troia, la rende in continuo disaccordo con le scelte dei suoi fratelli e, soprattutto, di Priamo, con il quale giunge ad uno scontro durissimo che la condurrà alla prigionia, poco prima della distruzione della città. In un caleidoscopio di visioni, predizioni ed emozioni – dall’amore senza speranza per Enea all’odio feroce per “Achille la bestia” – il lettore è catapultato da una rievocazione all’altra, senza mai perdersi nel complesso girone di ricordi attraverso i quali si muovono la mente e il cuore di Cassandra.

Così, in una reinterpretazione moderna del mito – che tuttavia non distorce la sua originaria natura – nella celebrazione della propria bellezza, nel disprezzo per il lato animale di Achille, nelle palpitazioni alla vista di Enea e nonostante la frustrazione per l’impossibilità di cambiare il destino di Troia, Cassandra è il volto orgoglioso di un primordiale femminismo. La principessa troiana non vorrebbe mai essere qualcosa, o qualcuno, che non è.

Mai più, Ettore caro, ho voluto essere un uomo. Spesso ho ringraziato le potenze che assicurano il sesso agli esseri umani, perché mi è possibile essere donna.

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Cassandra

Christa Wolf

E/O Edizioni, 2011

€ 16,50

Christa Wolf - (1929-2011) è una delle più significative voci della letteratura contemporanea, la sua opera letteraria e saggistica è tradotta in tutto il mondo.

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