Archivio ‘Recensioni’

#FeFiFra2013, Iniziare dalla fine

Nella vita normale ambizioni, desideri e risentimenti spesso viaggiano    lentamente, rassicurati dal fatto che “ci sarà tempo” e “si vedrà”. Ma cosa succederebbe se il governo, senza fornire troppi dettagli, proclamasse per il solstizio di primavera l’ultimo giorno della nostra vita? Stéphanie Hochet, nel suo nuovo romanzo Le effemeridi, punta su un racconto apocalittico, immaginando reazioni ed emozioni di tre personaggi in cerca di se stessi, che hanno il tempo alle calcagna. La scrittrice ha ben intuito che una notizia del genere non suscita domande sul come e sul perché, ma provoca uno schianto con l’ego, fornendo un pretesto per agire senza rimandare, ...

#FeFiFra2013, La realtà dietro l’ironia

Il titolo è senza ombra di dubbio la prima motivazione per cui un libro del genere non può passare inosservato. Come far l’amore con un negro senza far fatica è la storia di due giovani di colore che, arrivati da Haiti, si sono trasferiti in un poco accogliente appartamento in un quartiere di Montréal. Protagonista di questo romanzo di poche pagine è lo stesso autore, Dany Laferrière. Le sue giornate scorrono lente al fianco di un altro ragazzo, Bouba, che trascorre tutto il suo tempo tra il divano, la musica di Charlie Parker e Miles Davis e sfoggiando aneddoti ...

Ricordi e riflessioni, tra dilemmi umanitari e sacrifici per la pace

La parola “pace” è da tempo diventata spunto per gag comiche da film e cabaret. Mi viene in mente lo sketch di Katia e Valeria a Zelig, quello in cui interpretano le due finaliste di Miss Italia. Bisio chiede a Valeria: “Cosa desideri di più al mondo?” E lei: “La pace nel mondo!” “E a cosa rinuncieresti per la corona di Miss Italia?” “Alla pace nel mondo!”. Di pace si riempiono tutti la bocca ma il concetto sembra ormai ridotto a un simbolo vuoto disegnato su una spilletta; pochi ci credono veramente, ma Giulio Marcon fa parte di questo scarno gruppo, uno ...

Storie di Romania e romeni in Italia: oltre gli stereotipi

La suadente e calda voce di Jim Morrison ci confessa, in una celebre canzone del ’67, che “le persone sono strane quando sei uno sconosciuto”, quando sei uno straniero. Ma chi è lo straniero? E così, ci ritroviamo a rimuginare sull’annosa ma mai superata questione dello straniero, quel prodotto finale del fenomeno sociale-politico-economico che risponde al nome di migrazione. Certo, è doveroso sottolineare come nella nostra realtà globale parlare di migrazioni e frontiere sia un discorso dal confine mutevole, spostato sempre un po’ più in là, in cui i concetti di cittadino e cittadinanza non sono più strettamente dipendenti dai dati ...

In un passato di carta e verità

L’immagine all’esterno non è che mi attiri tanto, l’ennesimo busto femminile nudo, non esattamente il massimo dell’originalità. Ma è l’ultimo dei miei mali: sfoglio qualche pagina e capisco che Eroine sarà quel genere di libro che dalle prime righe ti fa pensare d’aver buttato i 12 € del prezzo di copertina. Perfetto. Ma non demordo, magari dopo migliora. Deve migliorare. E in effetti succede. L’idea di base è intrigante: quindici ritratti di donne entrate nel nostro immaginario collettivo, completamente ribaltati, stravolti, rinnovati. E allora ecco la volitiva Penelope, che a tutti pensa tranne che al suo Ulisse, e tesse e disfa la tela perché indecisa ...

Zadie Smith, due saggi spiegano perché scrivere

Gli scrittori sanno che fra l’idea platonica di romanzo e il romanzo  vero e proprio c’è sempre di mezzo quel rompiscatole dell’io: vanitoso, illuso, miope, vigliacco, compromesso. Ecco perché scrivere è l’arte che mette in discussione l’artista: perché l’arte da sola non basta a rendere grande un romanzo. Spesso mi è capitato di trovarmi di fronte a una pagina bianca e di restare a fissarla per due, tre lunghissimi minuti in uno stato – si direbbe – di completa assuefazione: l’articolo stava lì, nella mia testa, eppure continuavo a divagare con la mente. Si faceva lentamente strada dentro di me l’idea ...

Quando è giusto un omicidio?

“Toccherebbe farli fuori tutti, ‘sti politici del cavolo!” La frase viene pronunciata da una coppia seduta sull’autobus accanto a me. Lui venti, ventidue anni; lei forse un po’ più giovane, capelli rosso tiziano e maglietta di Hello Kitty. L’espressione, lo ammetto, è stata edulcorata, ma non è certo la prima volta che sento discorsi del genere. Parlare di come sarebbe giusto far fuori il politico di turno è divenuto quasi un rito di passaggio dell’adolescenza; un caso su tutti, il fiorire di gruppi su Facebook che osannavano Massimo Tartaglia dopo la sua aggressione all’ex premier Berlusconi: ventiquattromila fan in poche ore e ...

Il bizzarro mondo dei poeti

Il caso sembra essere il vero protagonista di questo romanzo. Lucinella è il titolo di uno dei successi di Lore Segal. Al centro della storia una poetessa, Lucinella, e il suo gruppo di amici, tutti quanti poeti riuniti nei salotti del West Side. Il vero filo conduttore della storia è l’arte e tutte quelle che agli occhi di ciascuno di noi apparirebbero semplicemente come delle stranezze. Al termine della lettura è difficile capire se esiste davvero una logica in quanto l’autrice ha voluto raccontarci. I messaggi che intende trasmettere, seppure evidentemente chiari, sembrano celati dietro storie che si intrecciano, frasi apparentemente ...

#FeFiFra2013, La piscina interdetta

Attraverso una scrittura semplice ed essenziale, Caroline Lunoir traccia la sagoma di una famiglia tradizionale, di quattro generazioni che si incontrano nella vecchia casa di campagna dei nonni nei giorni di agosto. La minuziosa descrizione dei paesaggi, dei luoghi, dei gesti offre al lettore lo spaccato impressionista di una provincia francese affogata nella canicola. Le parole della protagonista presentano uno ad uno i personaggi: dalla nonna Madeleine all’adorato nonno Paul, senza dimenticare le prozie, il cugino Victor e i domestici. E poi la piscina, tanto voluta dal nonno, sorprendente attrazione e sagace incentivo, rivolto soprattutto ai nipoti più giovani della casata, a ...

Il suono dell’abisso infinito

Un insipido pomeriggio invernale sei lì a girovagare tra stand e bancarelle gremite, con gli occhi che si riempono di libri in cerca di attenzione. Si accalcano spingendo invadenti, si affrettano a strillare il loro nome facendosi belli delle loro copertine, si confondono scambiandosi titoli e immagini fino a creare un agglomerato confuso e infinito. E poi, come nelle più finte e cinematografiche storie d’amore, eccolo apparirti davanti. Una copertina acida, verde, un’asprezza accentuata da pennellate di colori e racchiusa in una sola parola: gridare. Pensi a quel quadro, ti viene in mente quella poesia, senti rimbombare quel “grido barbarico ...

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