Archivio Tag ‘librinnorandom’

Chi fa da self…
(di autopubblicazione e altre false solitudini)

Parliamo di roba fai da te. Iniziamo con un classico, gettonato quanto scontato, ma solo per dare il via alle danze. Virgil, il povero ragazzo di cui sopra, è vittima esemplare dell’astio bigotto contro il self-whatever. Come spiega la didascalia in alto, il povero Virgil non era affatto solo dietro quella porta. Se la stava spassando con la donna invisibile, lui, altroché. Quale, dunque, la morale della storia? Il bistrattato fai da te riserva sorprese: può essere apparente e niente affatto condannabile. Virgil e la donna invisibile, per dirne una, ora sono sposati e hanno due figli (anche se, dice ...

Tuffatori coraggiosi

L’attesa è la parte migliore di un evento. Va bene, non è un’affermazione così originale, però, chissà perché, spesso tende a rivelarsi fastidiosamente vera. Invece, la domanda che sorge spontanea è: si tratta di una regola (forse l’unica) senza eccezioni? Diciamo che, se ne ha, sono davvero poche. Il vero quesito del giorno sembra allora il seguente: LibrInnovando rientra in questo gruppo di selezionatissime eccezioni? Per chi si aspettava di assistere live alla nascita del futuro probabilmente la regola viene ancora una volta rispettata: l’assenza degli editori, un selfpublishing che convince ancora poco, biblioteche non all’avanguardia sono fattori che fanno presagire un ...

Questo matrimonio s’ha da fare!

Tranquilli, non è una rilettura dei Promessi Sposi e io non sono Don Abbondio. Il matrimonio di cui parleremo è un po’ anomalo: ostacolato da più parti ma, a differenza della storia manzoniana, non si prospetta un lieto fine, almeno nell’immediato. Non siamo a Como, non c’è nessun ramo e i “nostri” Renzo e Lucia non sono personaggi inventati ma “entità” protagoniste del nostro tempo. Siamo a Roma, nell’Aula Moscati della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Tor Vergata, è il 27 aprile 2012, sono passate da poco le 17.00 e stiamo assistendo al secondo workshop di LibrInnovando. Io sono seduta in platea, curiosa di ...

Memorie di uno che dal futuro non voleva farsi stendere

Roma, venerdì 20 aprile Appena tornato dall’ufficio, sempre più esausto, sempre più stanco di quelle quattro mansioni da impiegato sottopagato. Ho bisogno di leggere, ho bisogno di distrarmi nel mio solito ripostiglio mentale. Ho letto sempre tanto. Tanto e di gusto, aggiungerei. Libri, riviste, quotidiani, mensili specialistici un po’ di tutti i tipi: di storia in storia, di argomento in argomento. Il limite, quello di contenuto e di gusto, non me lo sono mai posto. Mi è sempre bastato avere lettere stampate da qualche parte, treni di inchiostro su cui se ne andava il mio tempo libero. Già, il tempo libero, ...

Cari editori old style

LibrInnovando. Tutta una questione di nome. Libri da innovare, libri in cambiamento, libri che si muovono verso il futuro. Viviamo un perfetto momento di transizione nel quale la nostra natura conoscitiva tradizionalmente cartacea sta lasciando sempre più il passo a nuovi paradigmi culturali. Quanti di noi avrebbero scommesso venti anni fa sulla paralisi delle enciclopedie cartacee per puntar tutto su progetti di conoscenza collettiva come le Wiki? Pochi. E invece tutti abbiamo a casa la Treccani, ma ci aggiorniamo con Wikipedia. Non dico che sia un bene; dico che è indice ineluttabile del cambiamento in atto. Ora vi faccio un esempio strampalato: le tartarughe ...

Into the streaming…

Mentre lei prepara la colazione io collego il netbook al televisore. Finiamo di sgranocchiare qualcosa, ho il pad tra le mani e LibrInnovando comincia tra gli applausi della platea. È una giornata bellissima, fa caldo e dalle finestre aperte si intravede la splendida Puerta Real, il centro di Granada. Siamo qui da qualche giorno, ma questo appuntamento non potevamo perdercelo (in fondo cosa sono 2229 chilometri?). Tra le rovine economiche e politiche di questa vecchia Europa qualcuno ha ancora voglia di parlare di futuro; e noi ci tuffiamo nel flusso: dita che corrono, vociare digitale, connessioni molti a molti. «È bello esserci!» mi dice ...

LibrInnovando: Celo – Mi manca (soprattutto mi manca)

*Nella foto: partecipanti a LibrInnovando nel tradizionale “celo – mi manca”. Ma aspetta, c’è qualcosa che non va… Cos’è stato LibrInnovando? Non propriamente quello che mi aspettavo. Sono arrivata al primo giorno carica ed entusiasta, e il workshop è stato estremamente piacevole. Mi vanto, per merito d’altri, che gran parte degli argomenti trattati, partendo dalla filiera di produzione fino ai DRM, già li conoscevo grazie ad alcuni corsi seguiti in Facoltà e a quei professori consapevoli che insegnare vuol dire stare al passo col mondo che si trasforma, quei professori che assomigliano a una boccata d’aria fresca. Per quanto riguarda il secondo giorno, ...

Cronaca di una partita ancora tutta da giocare

Sabato 28 Aprile, 30° e un sole da crema protettiva contro i raggi UV (parola di chi ha appeso locandine fino a pochi minuti prima), che picchia anche alle 9:30 di mattina quando l’Università di Tor Vergata è pronta ad aprire le sue porte, fisiche e virtuali, ai numerosi partecipanti alla (e della) prima edizione romana di LibrInnovando. Location senza dubbio azzeccata quella dell’università romana ai margini di via Casilina, sia per il contesto bucolico in cui questa si inserisce, in perfetta sintonia con la temperatura (a dir poco) primaverile, sia per la natura dell’evento, se si considera che il ...

LibrInno… random!

Il sommario di Librinnorandom Cronaca di una partita ancora tutta da giocare di Ilaria Bonanni Librinnovando: Celo – Mi manca (soprattutto mi manca) di Eleonora Curatola Into the streaming… di Massimiliano Napoli Cari editori old style di Martina Volpe Memorie di uno che dal futuro non voleva farsi stendere di David Ceccarelli Questo matrimonio s’ha da fare! di Ilaria Condicelli Tuffatori coraggiosi di Francesca Testa Chi fa da self… (di autopubblicazione e altre false solitudini) di Flavio Camilli Della serie: con i nostri tempi. Anche PUB arriva a riflettere su LibrInnovando. In che modo? René Ferretti, il grande regista protagonista della serie tv Boris, punterebbe il dito e direbbe “a cazzo di cane!”, intendendo “con una non certosina ...

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