Scrivere pericolosamente è una raccolta di opinioni di Joyce sulla scrittura derivate dalle sue opere (in particolare Stefano eroe e Ritratto dell’artista da giovane), dai saggi, dalle lettere, curata da Federico Sabatini, studioso di letteratura inglese e comparata.
Attraverso brevi, ma illuminanti, frammenti, il saggio intende ricostruire quella che era l’opinione sull’arte, sulla scrittura e sulla figura dell’artista dello scrittore che con le sue opere ha rivoluzionato la letteratura del ventesimo secolo.
Joyce è tuttora difficile da comprendere: “Dobbiamo ancora imparare ad essere contemporanei di Joyce” ha scritto Richard Ellmann nel 1959 e lo ribadisce Derek Attridge nel 1982: “Conoscere” e “assimilare” l’opera dello scrittore irlandese è qualcosa che ancora ...
#FeFiFra2013, La piscina interdetta
Attraverso una scrittura semplice ed essenziale, Caroline Lunoir traccia la sagoma di una famiglia tradizionale, di quattro generazioni che si incontrano nella vecchia casa di campagna dei nonni nei giorni di agosto. La minuziosa descrizione dei paesaggi,...
#FeFiFra2013, L’uomo, il destino e un cappello
Può un semplice cappello influenzare e addirittura arrivare a cambiare la vita di chi ne viene in possesso? Daniel Mercier, modesto impiegato, riceve un’inattesa quanto ambita promozione per un posto come direttore di reparto presso l’azienda...
#FeFiFra2013, segui i livetwitting!
Di seguito potrete seguire il livetwitting sul Festival della narrativa francese. In costante aggiornamento! Tweet su “#fefifra2013″ // Read More →
#FeFiFra2013, Quando un profumo prende vita
È possibile raccontare una vita attraverso quegli odori che hanno accompagnato i momenti impressi nella nostra memoria? Per Philippe Claudel non è solo possibile, ma è il modo attraverso cui redigere una vera e propria biografia olfattiva composta...
#FeFiFra2013, Arriva il Festival della narrativa francese!
Pub è lieto di segnalare questo interessante festival. Per l’occasione invitiamo tutti i lettori a partecipare agli eventi e soprattutto a leggere le recensioni dei 18 libri protagonisti, prossimamente su questi schermi! Buona lettura! Leggi Il...
#FeFiFra2013, Iniziare dalla fine
Nella vita normale ambizioni, desideri e risentimenti spesso viaggiano lentamente, rassicurati dal fatto che “ci sarà tempo” e “si vedrà”. Ma cosa succederebbe se il governo, senza fornire troppi dettagli, proclamasse per il solstizio...
#FeFiFra2013, L’altra faccia dell’amore
Come non restare affascinati davanti a tanta verità? Cosa vuol dire amare prima di essere un insieme di pagine rilegate in una tanto essenziale quanto eloquente copertina, è un diario, il ritratto di una dimensione lontana dal comune lettore, ma allo...
#FeFiFra2013, Pub alla scoperta della letteratura francese!
Tutti gli autori e le autrici che parteciperanno al #FeFiFra2013 Torna in Italia il Festival de la Fiction Française: un’importante manifestazione dedicata alla letteratura d’oltralpe, ideata e organizzata dall’Ambasciata di Francia...
#FeFiFra2013, La realtà dietro l’ironia
Il titolo è senza ombra di dubbio la prima motivazione per cui un libro del genere non può passare inosservato. Come far l’amore con un negro senza far fatica è la storia di due giovani di colore che, arrivati da Haiti, si sono trasferiti in un...
#FeFiFra2013, Alla ricerca di un posto tra i grandi
La petite è uno dei 18 libri protagonisti del Festival della narrativa Francese! Di cosa si tratta? | Qual è il ruolo di Pub? | Segui il live twitting Ho dodici anni e questa sera sarò morta. L’incipit de La petite è lapidario, lascia di stucco. Da...Archivio Tag ‘minimum fax’
La profondità delle parole
di Giulia Bertucci | 16 marzo 2013
Scrivere pericolosamente è una raccolta di opinioni di Joyce sulla scrittura derivate dalle sue opere (in particolare Stefano eroe e Ritratto dell’artista da giovane), dai saggi, dalle lettere, curata da Federico Sabatini, studioso di letteratura inglese e comparata.
Attraverso brevi, ma illuminanti, frammenti, il saggio intende ricostruire quella che era l’opinione sull’arte, sulla scrittura e sulla figura dell’artista dello scrittore che con le sue opere ha rivoluzionato la letteratura del ventesimo secolo.
Joyce è tuttora difficile da comprendere: “Dobbiamo ancora imparare ad essere contemporanei di Joyce” ha scritto Richard Ellmann nel 1959 e lo ribadisce Derek Attridge nel 1982: “Conoscere” e “assimilare” l’opera dello scrittore irlandese è qualcosa che ancora ...
Zadie Smith, due saggi spiegano perché scrivere
di Lucia Bartolone | 7 marzo 2013
Gli scrittori sanno che fra l’idea platonica di romanzo e il romanzo vero e proprio c’è sempre di mezzo quel rompiscatole dell’io: vanitoso, illuso, miope, vigliacco, compromesso. Ecco perché scrivere è l’arte che mette in discussione l’artista: perché l’arte da sola non basta a rendere grande un romanzo.
Spesso mi è capitato di trovarmi di fronte a una pagina bianca e di restare a fissarla per due, tre lunghissimi minuti in uno stato – si direbbe – di completa assuefazione: l’articolo stava lì, nella mia testa, eppure continuavo a divagare con la mente. Si faceva lentamente strada dentro di me l’idea ...
Perdetevi tra le parole!
di Federica Transerici | 10 novembre 2012
Non prendete queste pagine come un manuale o men che mai come un libro accademico: si tratta di “consigli di scrittura”, da qualcuno che ha passato la vita a scrivere a qualcuno che forse vorrà farlo: suggerimenti da cui traspare la caratteristica forse più pura dell’opera di Carver, e quella che dovrebbe animare ogni scrittore: l’onestà.
Alla domanda “Come ci si sente a essere gli editori italiani di Raymond Carver?”, Marco Cassini, fondatore e animatore di minimum fax, risponde: “mai stato meglio in vita mia”. Cassini si dichiara ossessionato da uno dei maestri della narrativa americana e riferimento indiscutibile della letteratura del Novecento, tanto ...
Benvenuti nel mondo di Carver
di Federica Transerici | 9 novembre 2012
Fino a che non ho cominciato a leggere le recensioni dei miei libri, che mi elogiavano, non mi ero mai reso conto che i personaggi di cui scrivevo se la passassero tanto male. Capite cosa intendo? La cameriera, l’autista dell’autobus, il meccanico, il portiere d’albergo. Dio santo, il nostro paese è pieno di gente così. È gente perbene. Gente che fa del suo meglio.
Gli abitanti di “Carver Country” vivono nelle periferie e nei sobborghi dell’America degli anni Settanta. Si muovono nelle loro case, nei cortili, per le strade, nei locali notturni e nelle tavole calde. Non sono eroi, ma solo ...
La matematica non è un’opinione
di Silvia Di Gennaro | 24 ottobre 2012
La matematica è una “scienza esatta”: 2+2 fa sempre 4, 3+3 fa sempre 6. Una scienza sicura e rigorosa fatta di regole che, se seguite senza troppi inceppi, danno costantemente il risultato sperato. La matematica non delude né illude! C’è e ci sarà sempre, sta lì immobile nel tempo e contemporaneamente in movimento, pronta a scattare di fronte a un problema e a risolverlo senza troppe pretese o rinunce. Se la vita fosse matematica, sarebbe allora una vita profondamente precisa e organizzata, le emozioni sarebbero numeri da moltiplicare, sottrarre, sommare o dividere per la maggiore o minore intensità con cui si manifestano. Ma si può vivere di ...
Le intenzioni per una buona scrittura
di Martina Campagiorni | 27 febbraio 2012
Contro la mala retorica del giornalismo italiano
di Martina Volpe | 4 febbraio 2012
“Il conformista
è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta.
Il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa,
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire”.
Nel teatro canzone di Gaber degli anni ’90 c’è spazio per il disegno di quest’uomo, dall’aria tanto famigliare, quanto distinta: il conformista, una figura che gode di ottima salute ancora oggi. Anzi, ne siamo veramente circondati e la necessità di affidarsi a una voce autorevole, a una bandiera, a una testata giornalistica anche, sembra essere ancora un sentimento ...
Una risata ci seppellirà, tv compresa
di Riccardo Sgroi | 20 dicembre 2011
Canio Spinato è nato tra i Sassi (e il degrado) di una Matera che sul finire degli anni ’50 mostrava a tutti il suo profondo gap col resto del mondo, mentre, negli stessi anni nasceva la televisione italiana: da qui il racconto delle vicende della famiglia Spinato attraversa una cinquantina d’anni, di generazione in generazione e di trasmissione in trasmissione. Filo “conduttore” è proprio lo scontro generazionale tra padri e figli, specchio degli scontri che hanno caratterizzato la storia italiana di quel periodo. Uno scontro che non lesina vittime, ma schiaccia impietosamente tutto e tutti quelli che non si adeguano rapidamente al pericoloso meccanismo della televisione e di tutto ...
Non possiamo non essere responsabili: Antonio Pascale racconta i mali dell’Italia
di Vincenza Nacucchi | 25 ottobre 2011
Si parte dagli anni Ottanta, dalla periferia casertana, e si ripercorrono gli ultimi trent’anni della storia del nostro Paese. Antonio Pascale, in questo illuminante saggio sull’Italia contemporanea, rilegge la nostra storia seguendo il filo rosso della questione stilistica: come abbiamo raccontato questi ultimi trent’anni? Pascale per rispondere a questo interrogativo prende in esame alcuni eventi cruciali e integra il ricordo con le letture e i film che hanno segnato la sua crescita culturale. Adolescente negli anni Ottanta, Pascale li ricorda come gli anni delle piccole e grandi separazioni e del confronto con la diversità. L’arrivo dei primi senegalesi nella provincia ...
Viaggiare senza aspettative: Anton Čechov a Sachalin
di Vincenza Nacucchi | 10 ottobre 2011
Si può andare a scuola da Čechov per imparare a scrivere un reportage. A trent’anni, quando ancora non era famoso per le sue opere teatrali, con l’intento di scrivere la tesi di dottorato in medicina Čechov si recò a Sachalin, un’isola della Russia dove venivano deportati coloro che erano stati condannati dal regime zarista ai lavori forzati. Dal suo viaggio, che durò oltre tre mesi, ne nacque un’inchiesta sulle condizioni di vita dei prigionieri che suscitò pareri discordanti: se molti, legati perlopiù al regime zarista, la giudicarono negativamente perché non la ritennero un’indagine valida, venne considerata da altri un esempio ...

