<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>PUB &#187; wolfgang büscher</title>
	<atom:link href="http://www.pubzine.eu/tag/wolfgang-buscher/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.pubzine.eu</link>
	<description>Lettori alla spina</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Jun 2013 09:51:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Asia, questa sconosciuta&#8230;</title>
		<link>http://www.pubzine.eu/2011/09/19/asia-questa-sconosciuta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=asia-questa-sconosciuta</link>
		<comments>http://www.pubzine.eu/2011/09/19/asia-questa-sconosciuta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 20:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maddalena Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[antropoligia]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[assenze asiatiche]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[voland]]></category>
		<category><![CDATA[wolfgang büscher]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pub.librazioni.org/?p=5232</guid>
		<description><![CDATA[Wolfgang Büscher è un curioso, un osservatore attento, un abile descrittore di particolari; viaggiare è sicuramente una delle sue più grandi passioni, l’audacia è la condizione essenziale per farlo. Attraverso il racconto dei suoi viaggi, l’autore cerca di coinvolgere il lettore nelle inusuali esperienze vissute in giro per il mondo, sempre nuove e totalizzanti.
La caratteristica che accomuna i suoi itinerari è la voglia di conoscere fino in fondo tutto ciò in cui si imbatte, siano essi luoghi, persone, riti religiosi; armandosi di molta calma, pazienza e coraggio, Büscher si concede tutto il tempo necessario per raggiungere i suoi obiettivi, per non lasciare intentata alcuna ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.pubzine.eu/wp-content/uploads/2011/09/shiva.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-6377" title="shiva" src="http://www.pubzine.eu/wp-content/uploads/2011/09/shiva-222x300.gif" alt="" width="222" height="300" /></a>Wolfgang Büscher</strong> è un curioso, un osservatore attento, un abile descrittore di particolari; viaggiare è sicuramente una delle sue più grandi passioni, l’audacia è la condizione essenziale per farlo. Attraverso il racconto dei suoi viaggi, l’autore cerca di coinvolgere il lettore nelle inusuali esperienze vissute in giro per il mondo, sempre nuove e totalizzanti.<br />
La caratteristica che accomuna i suoi itinerari è la voglia di conoscere fino in fondo tutto ciò in cui si imbatte, siano essi luoghi, persone, riti religiosi; armandosi di molta calma, pazienza e coraggio, Büscher si concede tutto il tempo necessario per raggiungere i suoi obiettivi, per non lasciare intentata alcuna prospettiva di osservazione. Quando gli è possibile, cerca di spostarsi a piedi: tra le sue imprese memorabili ricordiamo la lunga passeggiata sul confine della Germania riunita, all&#8217;indomani della caduta del Muro di Berlino.</p>
<p>Restituendo al lettore la naturalezza dei dettagli, in <em>Assenze asiatiche</em> invece l’autore ci conduce per mano alla scoperta dell’Asia: sei racconti, considerati quasi dei reportage, ci narrano di lontane località dell’India, del Nepal, della Cambogia, del Giappone, della Cina, attraverso la scoperta di mari, oceani, vette del Tibet e popoli molto diversi da quelli europei.<br />
È la prima volta che Büscher si cimenta nello scrivere di luoghi al di fuori dell’Europa; è stata una sfida anche per lui confrontarsi con realtà così differenti dalla nostra e lo si percepisce quando, accingendosi a spiegare consuetudini o fenomeni propriamente asiatici, le sue descrizioni risentono di un’influenza culturale occidentale. L&#8217;intento sembra essere quello di rimandare il più possibile a un background a noi familiare, che ci permetta di comprendere a pieno ciò di cui sta parlando. Che la cosa sia intenzionale o meno, nelle sue analisi è sempre presente questa sorta di filtro e nel testo ne ritroviamo numerosi esempi.<br />
Nel racconto intitolato <em>Tra gli sciamani</em>, l’autore, che narra in prima persona, partecipa a un antichissimo rituale sciamanico. Si tratta di un pellegrinaggio per arrivare in cima a una vetta dell’Himalaya, dove si trovano  i luoghi deputati al culto del dio <a title="Shiva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shiva" target="_blank">Shiva</a>; una volta giunti lì si offrono doni e si sacrifica bestiame per ingraziarsi la divinità, ma il percorso è lungo e non privo di difficoltà e pericoli. Durante la scalata, uno dei problemi più ricorrenti sono le sanguisughe, che attaccano continuamente i pellegrini; perciò, il popolo <em><a title="sherpa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sherpa" target="_blank">sherpa</a></em> porta sempre con sé un potente veleno, racchiuso in sacchetti preparati dagli <a title="sciamani" href="http://www.riflessioni.it/enciclopedia/sciamano.htm" target="_blank">sciamani</a>. Per rendere l&#8217;idea del loro aspetto, Büscher li paragona ai colini da tè presenti nelle cucine degli studenti. Una brillante trovata, che ci restituisce un&#8217;immagine mentale molto simile alla realtà, dal momento che in Europa non esistono sacchetti siffatti, tantomeno con dentro del veleno per sanguisughe.</p>
<blockquote><p>[…] i ventitré sacchettini pieni di veleno fresco erano bell’e pronti, ognuno appeso a un bastoncino, il che, da lontano, li faceva somigliare ai fagottini degli gnomi sui libri per l’infanzia, da vicino invece ai colini per il tè, marroni e mai lavati che si vedono nelle cucine degli studenti (pag. 85).</p></blockquote>
<p><span id="more-5232"></span>Uno degli aspetti più interessanti da sottolineare è il concetto di tempo e il rapporto che si ha con esso in questa parte del mondo. In varie tappe del viaggio abbiamo modo di constatarlo, ma riprendendo <em>Tra gli sciamani </em>possiamo evidenziare il momento in cui i pellegrini si imbattono in un rigagnolo e viene spiegato a Büscher che si tratta del Fiume Dorato:</p>
<blockquote><p>Seguimmo per un po’ il Fiume Dorato, che doveva quel nome alle pietre che un tempo brillavano nel suo letto. Ma dopo un terremoto, mi spiegò Mohan, il fiume aveva smesso di luccicare.<br />
“Quando è successo?”<br />
“Da poco, circa un secolo fa” (pag.84).</p></blockquote>
<p>Si evince che il popolo <em>sherpa</em> considera l&#8217;arco di cento anni come un breve lasso di tempo, nel corso del quale è impensabile trovarsi a vivere incisivi cambiamenti. Se si pensa che in quel che noi abbiamo definito “secolo breve” si concentrano i maggiori rivolgimenti storici dell’Europa e del mondo intero, ci sembra strano come si possa rimanere abbarbicati nei propri villaggi, percependo il tempo come qualcosa di immutabile e continuando a perseguire tradizioni millenarie, ricche di spiritualità, legate a riti mistici che hanno le loro radici nell&#8217;infanzia dell&#8217;umanità. D&#8217;altronde il concetto di tempo in Oriente lo ritroviamo applicato alla vita di tutti i giorni: è qui la differenza sostanziale con l&#8217;Occidente.<br />
Durante questo lungo viaggio in una terra sconosciuta, Büscher raramente si perde d’animo; uno dei pochi momenti di sconforto arriva proprio quando smarrisce il suo orologio da polso. In <em>Un pomeriggio in India</em> si trova a <a title="Jodhpur" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jodhpur" target="_blank">Johdpur</a> e ha una brutta febbre; in città regna il caos e la terribile afa peggiora le cose. Senza orologio perde la cognizione delle ore che passano, perché intorno a sé non c’è nient’altro che possa dargli un riferimento; addirittura, cade vittima di un’amnesia temporanea frutto proprio del disorientamento temporale, essendo abituato a programmare le sue giornate al minuto, come normalmente si fa in Europa.</p>
<p>A questo punto, si potrebbe pensare che a rendere gli asiatici così diversi dagli europei sia la cultura o la diversa conformazione del territorio, i tratti somatici o i molti paesaggi sconosciuti. Ma ci sorprenderà sapere che, delle sei esperienze raccontate, quella che ha procurato all&#8217;autore maggiore difficoltà è stata la visita alla città di <a title="Tokyo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tokyo" target="_blank">Tokyo</a>, dove non riesce a non sentirsi un estraneo.<br />
Paradossalmente, Tokyo, la località più simile allo stile di vita europeo rispetto alle altre visitate, lo mette seriamente in difficoltà e per vari motivi. Innanzitutto, perché le strade sono senza nome e le case senza numero civico, quindi è facile perdere, ancora una volta, l’orientamento. Ma la cosa più destabilizzante è il modo di fare dei giapponesi; Büscher rimane molto impressionato in particolare da alcune abitudini nipponiche che farà fatica a dimenticare.</p>
<blockquote><p>[…] il primo giapponese che avessi mai conosciuto sparì dalla mia stanza d’albergo e dalla mia vita, ma non dalla mia mente. È a lui che devo l’immagine che mi sono fatto del suo paese. […] Più tardi avrei compreso cosa era successo. Era estate – in Giappone la stagione dei regali. Quest’informazione alimentò ulteriormente il mio stupore. Un paese che conosceva ancora il tempo per i doni. E, badate bene, non una serata destinata alla distribuzione dei regali, un paio d’ore in cui si mettono da parte le abitudini di tutti i giorni per riprenderle poi più convinti di prima, no: un’intera stagione. Il mio compagno di stanza avrebbe potuto benissimo trascurare quella consuetudine giapponese […]. Ma non ci pensava nemmeno. E non importava chi avrebbe incontrato […]. Lui nella sua valigia capiente aveva un mucchio di regali (pag. 122).</p></blockquote>
<p>Le &#8220;assenze asiatiche&#8221; del titolo potrebbero riferirsi a mondi ancestrali e filosofie di pensiero che in Occidente difficilmente riusciremmo a immaginare e a toccare con mano. Ma il viaggio di Büscher ci dà modo di riflettere e riscoprire il valore di ciò che abbiamo sotto gli occhi e normalmente non percepiamo. Ne <em>Il giocatore di cricket</em>, Büscher si ritrova a viaggiare a bordo di una petroliera tra le onde del <a title="Mare Arabico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Arabico" target="_blank">Mare Arabico</a>; non riuscendo a prendere sonno, di notte esce in sovracoperta e, nel buio più assoluto, scopre le notti d’Oriente, innamorandosi di un meraviglioso cielo stellato che non aveva mai avuto modo di osservare in quella veste: lontano dalla città, gli sembrava di avere di fronte un’immensa distesa di diamanti.</p>
<p><a href="http://www.pubzine.eu/wp-content/uploads/2011/09/assenze-asiatiche.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6368" title="assenze asiatiche" src="http://www.pubzine.eu/wp-content/uploads/2011/09/assenze-asiatiche.jpg" alt="" width="120" height="170" /> </a> <a href="http://www.voland.it/voland/scheda.aspx?sid=df53a31b9fb64abba257a273fa4d555c&amp;titolo=379">Assenze Asiatiche</a><br />
<strong>Wolfgang Büscher</strong><br />
Traduzione di <strong>Valentina Parisi</strong><br />
<a href="http://www.pubzine.eu/?p=498" target="_blank">Voland</a>, 2011<br />
€ 13,00</p>
<p><strong>Wolfgang Büscher</strong> nasce a <a title="Kassel" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kassel" target="_blank">Kassel</a>, in Germania, nel 1951. Si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche, ma le sue passioni sono la scrittura e il giornalismo. Oltre ad <em>Assenze asiatiche</em>, in Italia vengono pubblicati anche <a href="http://www.ilreporter.com/libri/berlino-mosca-un-viaggio-a-piedi" target="_blank"><em>Berlino-Mosca, un viaggio a piedi</em> </a>e <em><a href="http://www.voland.it/voland/scheda.aspx?sid=a4c7795bb5b448b1993efff27dd41cb6&amp;titolo=325" target="_blank">Germania, un viaggio</a></em>, sempre dalla casa editrice Voland. Con i suoi libri vince diversi premi prestigiosi, tra cui il Premio &#8220;Theodor Wolff &#8220;e il &#8220;Kurt Tucholsky&#8221; per il giornalismo letterario. Attualmente dirige la sezione reportage del quotidiano <em><a title="Die Wetl" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Die_Welt" target="_blank">Die Welt</a></em>.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pubzine.eu%2F2011%2F09%2F19%2Fasia-questa-sconosciuta%2F&amp;title=Asia%2C%20questa%20sconosciuta%E2%80%A6" id="wpa2a_4"><img src="http://www.pubzine.eu/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pubzine.eu/2011/09/19/asia-questa-sconosciuta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
