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	<title>PUB &#187; yari selvetella</title>
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	<description>Lettori alla spina</description>
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		<title>Il lato oscuro della Città eterna</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 14:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vanzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Armati]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[newton compton]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Criminale]]></category>
		<category><![CDATA[yari selvetella]]></category>

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		<description><![CDATA[753 anni prima di Cristo un ragazzo di nome Romolo tracciò con l’aratro un confine e stabilì una legge: chi attraversa quel confine muore. Quando Remo, fratello di Romolo, ebbe l’ardire di superare quella linea magica tracciata dal primo re di Roma, il destino della città era già segnato. Una città nata dal sangue di un omicidio, costruita sulle ceneri di un cadavere, la Roma città eterna, nata e cresciuta città criminale.
È questa la Roma raccontata dagli autori, teatro di delitti e misfatti, che hanno sporcato di sangue le strade della Capitale. Un viaggio lungo un secolo fra i delitti ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-8706 alignleft" src="http://www.pubzine.eu/wp-content/uploads/2012/01/roma1.jpeg" alt="" width="226" height="156" />753 anni prima di Cristo un ragazzo di nome Romolo tracciò con l’aratro un confine e stabilì una legge: chi attraversa quel confine muore. Quando Remo, fratello di Romolo, ebbe l’ardire di superare quella linea magica tracciata dal primo re di Roma, il destino della città era già segnato. Una città nata dal sangue di un omicidio, costruita sulle ceneri di un cadavere, la Roma città eterna, nata e cresciuta città criminale.</p>
<p>È questa la Roma raccontata dagli autori, teatro di delitti e misfatti, che hanno sporcato di sangue le strade della Capitale. Un viaggio lungo un secolo fra i delitti più efferati, sensazionali, passionali e misteriosi. Il libro diventa un occasione per rivivere, attraverso i crimini che si sono consumati fra le sue mura, il passato della città.</p>
<p>Si parte dalla Roma umbertina che, alla fine dell’ottocento era ancora un cantiere a cielo aperto, con il Tevere ingabbiato fra i capienti muraglioni, per far spazio ai quartieri nuovi. Una Roma carica di promesse e voglia di ricominciare, ma anche una Roma senza regole dove ben presto si dà inizio a una lunga scia di delitti, storie di sangue e di finanze che gettarono la città nel terrore.</p>
<p>Storie occulte e feroci, storie che hanno fatto la Storia del paese e della città. Il rapimento e l’omicidio<a href="http://http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Matteotti" target="_blank"> Matteotti</a>, la strage delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fosse_ardeatine" target="_blank">Fosse Ardeatine</a>, il caso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Sotgiu#Il_caso_Bebawi:_Sotgiu_.E2.80.9Cprincipe_del_foro.E2.80.9D" target="_blank">Bebawi</a>. Sono alcuni dei racconti più spaventosi che per mesi, anni, sono circolati sulle pagine dei giornali.</p>
<p>Perché questo, oltre che il racconto di Roma e dei sui delitti, è anche il racconto dell’evoluzione di un genere giornalistico. La cronaca nera, che dopo la guerra, con il famoso “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Wilma_Montesi" target="_blank">Caso Montesi</a>”, diede uno straordinario contributo alla formazione dell’opinione pubblica, creando già allora un immaginario collettivo che sarebbe rimasto impresso per sempre. Nel tempo la nera, con i suoi titoli eclatanti e le sue storie sordide e violente, agì come catalizzatore di trasformazioni importanti.</p>
<p>Fungendo da romanzo popolare raccontò storie di ordinaria follia. Sentimento, adulterio, misteri, bugie, passioni violente, sangue. Tutto questo era offerto, ed è offerto ancora oggi, come perversa evasione dal quotidiano, possibilità di spiare attraverso la serratura i più terribili misfatti sapendo che no, questo a me non sarebbe mai potuto accadere. Nel frattempo Roma vigila, silenziosa ed eterna, dimentica e al tempo stesso conserva gli atroci crimini, cancella il sangue con altro sangue e aspetta, silenziosa, un nuovo delitto, un nuovo morto, un nuovo mistero.</p>
<p><a href="http://www.newtoncompton.com/" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-8708" src="http://www.pubzine.eu/wp-content/uploads/2012/01/images.jpeg" alt="" width="85" height="129" /> Roma criminale. Il lato oscuro della città eterna, misteri, delitti, fattacci e criminalità dal rapimento di Aldo Moro all&#8217;assurda  morte di Marta Russo, dal controverso assassinio di Pier Paolo Pasoli alla banda della Magliana</a><br />
<strong>Cristiano Armati, Yari Selvetella</strong><br />
<a href="http://www.pubzine.eu/?p=8713&amp;preview=true&amp;preview_id=8713&amp;preview_nonce=cb7d664a74" target="_blank">Newton Compton</a>, 2007<br />
€ 9,90</p>
<p><strong>Cristiano Armati</strong> (Roma, 1974) giornalista free lance, ha pubblicato diversi libri tra cui, per la Newton Compton, <em>Roma criminale</em>, <em>Italia criminale</em> e<em> Roma noir</em>.</p>
<p><strong>Yari Selvetella</strong> giornalista e romanziere, con la Newton Compton ha pubblicato i saggi <em>Roma criminale</em>,<em> Banditi, criminali e fuorilegge di Roma</em> e il romanzo <em>Uccidere ancora</em>.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pubzine.eu%2F2012%2F02%2F15%2Fil-lato-oscuro-della-citta-eterna%2F&amp;title=Il%20lato%20oscuro%20della%20Citt%C3%A0%20eterna" id="wpa2a_4"><img src="http://www.pubzine.eu/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Storia mai raccontata… C’era una volta Lenin</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 10:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Vitullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[castelvecchi]]></category>
		<category><![CDATA[lenin]]></category>
		<category><![CDATA[libretto rosso]]></category>
		<category><![CDATA[purple press]]></category>
		<category><![CDATA[yari selvetella]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Il libretto rosso di Lenin. Lenin racconta Lenin: discorsi, scritti e saggi dell&#8217;uomo che creò l&#8217;Unione Sovietica
A cura di Yari Selvetella
Purple Press-Castelvecchi, 2010
€ 12,00
In Italia scrivere per una piccola casa editrice indipendente, scrivere per la collana Libretti Rossi della Purple Press, intitolare il testo Il libretto rosso di Lenin, con in copertina l’effige del padre dell’Unione Sovietica in risalto su una stella rossa, equivale a sfidare le basilari leggi del mercato, per onorare una passione, un amore, un istinto messianico, che solo nell’editoria indipendente può trovare asilo. Yari Selvetella fa una di quelle scelte che sempre più raramente si ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #6e212e;"><strong><br />
</strong></span> <img class="alignleft" style="border-color: initial; border-style: initial; border-width: 0px;" title="Il libretto rosso di Lenin. Lenin racconta Lenin: discorsi, scritti e saggi dell'uomo che creò l'Unione Sovietica" src="http://www.librazioni.it/libri/images/books/415/9788895903415.jpg" alt="Il libretto rosso di Lenin. Lenin racconta Lenin: discorsi, scritti e saggi dell'uomo che creò l'Unione Sovietica" width="120" height="170" border="0" /><br />
<strong>Il libretto rosso di Lenin. Lenin racconta Lenin: discorsi, scritti e saggi dell&#8217;uomo che creò l&#8217;Unione Sovietica</strong><br />
A cura di Yari Selvetella<br />
<a href="http://www.pubzine.eu/?p=329" target="_blank">Purple Press-Castelvecchi</a>, 2010<br />
€ 12,00</p>
<p>In Italia scrivere per una piccola casa editrice indipendente, scrivere per la collana <em>Libretti Rossi</em> della <em>Purple Press</em>, intitolare il testo <strong><em>Il libretto rosso di Lenin</em></strong>, con in copertina l’effige del padre dell’Unione Sovietica in risalto su una stella rossa, equivale a sfidare le basilari leggi del mercato, per onorare una passione, un amore, un istinto messianico, che solo nell’editoria indipendente può trovare asilo. Yari Selvetella fa una di quelle scelte che sempre più raramente si vedono fare. Dopo la biografia su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ScsxXxq-1IQ">Rino Gaetano</a>, o lo squarcio sulla <em>Roma Criminale</em>, lo scrittore si concede un atto di fede, nei confronti di un’ideologia e di una delle figure emblema dei grandi cambiamenti del &#8217;900, Vladimir Ilich Uljanov, passato alla storia col nome di Lenin.<br />
<strong><em>Il libretto rosso di Lenin</em></strong> è il frutto dell’accurata ricerca e trascrizione dei discorsi, degli articoli, dei saggi, coi quali Lenin ripercorre la costruzione e la strutturazione del movimento bolscevico, fino ad arrivare alla vittoria finale: <a href="http://www.leonardoderasmo.com/Dinastia%20Romanov%20zar%20di%20Russia.htm">la caduta dello zar</a>, il successo della <a href="http://cronologia.leonardo.it/mondo24b.htm">Rivoluzione d’ottobre</a>, la nascita dell’<a href="http://www.hymn.ru/15-union-republics/soviet_pol89.jpg">Unione Sovietica</a>. Scritti che potrebbero entrare a pieno diritto nei manuali di storia, quella storia che troppe volte viene raccontata approssimativamente e che invece richiederebbe l’attenzione di una lettura critica, di una documentazione accurata, che rifugga da vuoti stereotipi.</p>
<blockquote><p><em>A cosa si approda, oggi, nell’ottobre 2010, cercando tra le cronache politiche lo straccio di un dibattito serio di Lenin e leninismo? La risposta più semplice a questa domanda chiuderebbe in un colpo la questione: a niente. Ci si imbatte in bislacche attribuzioni di merito e discredito, attraverso accostamenti almeno impropri. Si trovano citazioni ridicole, pezzi di propaganda pura improntati al sistematico tentativo di esorcizzare o neutralizzare l’ingombro di un’esperienza storica che si vorrebbe rimuovere per sempre.</em></p></blockquote>
<p>Il riferimento va all’uso banale e quasi sempre sprezzante, che la politica italiana fa del termine “comunismo”. Inevitabile il riferimento a personaggi come Silvio Berlusconi, Roberto Maroni e altri, che di questa attitudine sono la massima esemplificazione. Ma la riproposizione di una lettura con nuove lenti del pensiero leninista, è anche una sfida lanciata alla superficialità con cui la sinistra italiana, un tempo degna erede del<a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en|it&amp;u=http://www.unh.edu/sociology/media/pdfs-journal/06Milliken.pdf"> marxismo</a>, ha trattato, rinunciato, ignorato, disconosciuto, l’eccezionalità politica che accadde un secolo fa in Russia. L’imbarazzo, a tratti la vergogna che assale i politicanti italiani a cui viene ricordata la loro militanza nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Comunista_Italiano">Pci</a>, ha permesso che si compissero ampie strumentalizzazioni sul percorso compiuto dalla lotta bolscevica, quella stessa lotta che, nel 1920, incitava il partito comunista italiano ad evolversi dalla natura extraparlamentare: “l’estremismo è la malattia infantile del comunismo”, affinché potesse trasformarsi in una realtà concreta, in un valore condiviso e non in una preoccupante anomalia.<br />
Fuori ideologia, <strong><em>Il libretto rosso di Lenin</em></strong> dà l’opportunità di leggere una parentesi storica dall’interno, nelle dinamiche che hanno portato alla costruzione di uno dei movimenti politici contemporanei più rivoluzionari: dall’uso della stampa, alla gestione delle fratture interne al partito (menscevichi spina nel fianco!), dalla gestione dei circoli, all’espansione dell’<a href="http://www.linearossage.it/terzinter.htm">Internazionale</a>. Rileggere qualche breve scritto di uno dei più abili oratori, strateghi, studiosi delle dinamiche politiche sociali del suo tempo, potrebbe valere da insegnamento per tutti gli “operatori della politica” che credono che gli ideali non debbano limitarsi a restare tali, poiché la forza e la funzione dei partiti sta proprio nel saperli trasformare in azioni efficaci:</p>
<blockquote><p><em>Noi lottiamo contro la fiacca volubilità, contro le parole che divergono dai fatti, contro la derisione degli accordi e delle decisioni prese in comune accordo </em></p></blockquote>
<p><strong>Yari Selvetella</strong> nasce 35 anni fa a Roma. Giornalista e scrittore, è il primo a scrivere una biografia sul cantautore italiano Rino Gaetano. Appassionato sassofonista, ha scritto di musica ska e <em>Sax Tenore, otto racconti in SI bemolle, </em>per poi dedicarsi, recentemente, a raccontare le storie della sua Roma, in particolare della<em> Roma Criminale</em></p>
<p><strong>NB</strong>:<em> Il Libretto Rosso di Lenin</em>, insieme ad oltre opere dell&#8217;autore, sono in creative commons: la riproduzione e la diffusione &#8211; ai fini non commerciali &#8211; dei testi è perciò liberamente consentita e vivamente incoraggiata purché si citi la fonte.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pubzine.eu%2F2011%2F06%2F19%2Fstoria-mai-raccontata%25e2%2580%25a6-c%25e2%2580%2599era-una-volta-lenin%2F&amp;title=Storia%20mai%20raccontata%E2%80%A6%20C%E2%80%99era%20una%20volta%20Lenin" id="wpa2a_8"><img src="http://www.pubzine.eu/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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